Domenica torna l'ora solare. Questo vuol dire che nella notte
tra il 29 e il 30 ottobre dobbiamo ricordarci di metter mano agli
orologi e spostare le lancette di un'ora indietro.
La notizia positiva è che avremo un'ora in più per dormire, quella
negativa è che per un po' di giorni potremmo rimanere scombussolati
da questo cambiamento. Commenta Alberto Bergamin,
amministratore delegato di Tempur, la multinazionale americana
specialista del riposo: «L'ora solare rischia di avere
l'effetto di un piccolo jet lag». E molte persone,
di fronte alle giornate che si accorciano e alla diminuzione delle
ore di luce, possono essere più soggette a malumore, sonnolenza e
stanchezza. O, anche, depressione.
E allora come affrontare in modo sereno il passaggio al nuovo
orario invernale? Tanto per cominciare, afferma Bergamin, è bene
entrare nell'ottica di un assestamento graduale e non
essere schiavi delle lancette dell'orologio. Meglio,
quindi, assecondare gli stimoli del proprio corpo (sia quelli del
sonno-veglia, sia quello della fame) e darsi un pizzico di
tempo.
Per non incappare in problemi di insonnia - così come si può
dedurre dai consigli generali riportati sul sito di Tempur
- è bene preparare con cura l'ambiente in cui si
dorme. Perciò via a tutte le fonti di disturbo, a
cominciare dalla televisione e dal computer. Occhio anche a non
riscaldare troppo la stanza e a non assumere sostanze eccitanti,
come tè e caffè. Un ulteriore consiglio è non trascurare la
qualità del materasso, perché se quest'ultimo presenta
delle pecche, i problemi che ne derivano - fastidi al collo e alla
schiena - possono compromettere la qualità del sonno. Il materasso
ideale, conclude l'esperto, è quello che favorisce una postura
corretta, ma al tempo stesso si adatta al profilo naturale della
colonna vertebrale.