Ski alp: come farlo in sicurezza

di Monica Conforti 

Lo sci alpinismo regala una full immersion nella montagna più vera e silenziosa, è certamente di moda e assolutamente gratificante. Ecco come farlo in tutta sicurezza e con il giusto equipaggiamento

Monica Conforti

Monica Conforti

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Sempre più in alto, lontano dalla ressa degli sciatori della domenica e, soprattutto dalle piste battute. Lo sci alpinismo regala una full immersion nella montagna più vera e silenziosa, è certamente di moda e assolutamente gratificante. E, per di più, regala a chi sa destreggiarsi sugli sci il piacere di lunghe discese in neve fresca. Guai, però, a pensare che si tratti soltanto di un meraviglioso gioco. Con la montagna, soprattutto quella vera, non si scherza.

Lo ski-alp, così lo chiamano gli adepti,  richiede infatti una preparazione fisica e tecnica adeguata. Come spiega Filippo Venerus, direttore del corso base di Sci alpinismo della sezione Cai Sem di Milano e Istruttore Nazionale di Sci Alpinismo: «Si tratta di una disciplina non esente da rischi e molto condizionata dal meteo i cui cambiamenti in montagna possono essere repentini. Occorrono quindi una buona conoscenza dell'ambiente, sapere interpretare la neve e le nuvole e una discreta condizione fisica, indispensabile per affrontare una salita senza affaticarsi troppo ma anche per essere sempre in grado di togliersi rapidamente da situazioni complicate. Per questo suggerisco sempre di seguire uno dei corsi organizzati da moltissime sezioni del CAI (www.cai.it ) in tutta Italia. Gli istruttori sono selezionati e seguono frequenti corsi di aggiornamento e i costi di partecipazioni sono contenuti visto che non è prevista retribuzione degli insegnanti. I corsi - prosegue Filippo - prevedono un ciclo introduttivo lezioni teoriche dedicate a topografia, meteorologia, nivologia, ricerca e soccorso in caso di valanga, perché l'obiettivo è quello di insegnare a praticare lo sci alpinismo autonomamente e in sicurezza. Poi, finalmente si inizia con le uscite, di solito piuttosto semplici per familiarizzare con la tecnica e l'attrezzatura».

Chi non se la sente di arrischiarsi fin da subito con l'alta quota, può iniziare con il cosiddetto sci escursionismo. «In questo caso si affrontano dislivelli meno impegnativi e gli itinerari non prevedono mai il transito su creste esposte o passaggi alpinistici che richiedono l'uso di piccozze e ramponi», suggerisce l'istruttore.

A seconda della quota e dell'innevamento lo ski-alp si può praticare da dicembre a maggio. Per la meta dell'escursione conviene affidarsi ai consigli degli istruttori del Cai o delle Guide Alpine della zona in cui si intende recarsi. Sono loro infatti che più di ogni altro conoscono le condizioni della neve, la sua stabilità e in generale la percorribilità di un pendio.

Tra le numerose guide dedicate agli itinerari scialpinistici, sono considerate piuttosto affidabili e ben dettagliate quelle della casa editrice Versante Sud  www.versantesud.it

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