Bicicletta, che passione

di Monica Conforti 

Il Giro d'Italia è appena iniziato e noi facciamo il punto sulla bicicletta che, complice anche il momento di crisi, sta diventando un mezzo di trasporto sempre più amato e diffuso

Monica Conforti

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Il Giro d'Italia, la più grande festa di sport del nostro Paese, è iniziato da qualche giorno e come ogni anno, da 96 edizioni, saranno milioni, nell'arco delle tre setttimane di gara, le persone che aspetteranno a bordo strada il passaggio dei corridori. Per molti sarà solo un attimo: passato il gruppo, la fila delle ammiraglie multicolori e i mezzi della carovana pubblicitaria, si ritorna a casa a guardare la corsa alla televisione. Ma il fascino delle due ruote colpisce anche molte spettatrici. La stagione è propizia, la bici è più che mai di tendenza. Inoltre fa bene e diverte molto di più che il solito noioso spinning in palestra.

"Se non si è allenate meglio iniziare con distanze brevi fino a venti chilometri senza salite", consiglia Fabrizio Tacchino, tecnico della Federazione Ciclistica italiana e autore del manuale Obiettivi, tipologie e mezzi di allenamento nel ciclismo moderno (edizioni Calzetti e Mariucci). "Ma già la domenica successiva si può aumentare, fin quasi a raddoppiare. Un'uscita settimanale è allenante soprattutto dal punto di vista mentale, ma anche questo è un fattore importante. Però conviene dare continuità all'esercizio fisico. Se non si può salire in bici durante la settimana, vanno bene anche lo spinning oppure semplicissime uscite di jogging".

Più importanti del chilometraggio della gita è il tempo che si rimane in sella. Variabili come il vento, i dislivelli o il fondo stradale fanno variare di molto l'andatura. Come metro di paragone, considerate che con allenamento zero e su una strada asfaltata pianeggiante si pedala senza problemi a 18/20 kmh di media, al netto di micrososte per scattare una foto o riempire la borraccia a una fontana. "Fate attenzione al vento", continua il coach. "Se all'andata lo avete alle spalel, ricordate che il ritorno sarà faticoso e regolatevi di conseguenza".

"Uscire spesso in bici", aggiunge Tacchino, "consente anche di trovare in breve il miglior assetto in sella, abituando alla posizione anche braccia, schiena e fondoschiena. Una posizione comoda è anche più redditizia, quindi aumenta la velocità di marcia e, allo stesso tempo, si riduce la fatica. Fatevi consigliare anche da chi vi ha venduto la bici, o da un amico esperto, su come regolare l'altezza della sella e del manubrio, cercate sempre di essere sciolte e rilassate. E, usate il cambio con ragionevolezza, prediligendo una maggior frequenza di pedalata ai rapporti troppo duri".

Sempre in tema di comfort, Tacchino consiglia di indossare sempre pantaloncini con lo speciale fondello protettivo e di calzare sempre guantini tecnici per assorbire le vibrazioni del manubrio e occhiali per proteggersi da aria e polvere.

DA STYLE.IT

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