I dolci? Come una droga

di Simona Marchetti 

I dolci creano dipendenza esattamente come le droghe e più ne mangiamo e più continuiamo a volerne, come un circolo vizioso. A lanciare l'allarme 28 studi condotti solo nell'ultimo anno sull'argomento.

Simona Marchetti

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I dolci creano dipendenza esattamente come le droghe e più ne mangiamo e più continuiamo a volerne, come un circolo vizioso. A lanciare l'allarme sarebbero stati non uno ma bensì 28 studi condotti solo nell'ultimo anno sull'argomento e, a detta degli esperti americani che li hanno analizzati, i risultati sarebbero così convincenti e sconvolgenti da non poter essere ignorati ancora per molto.

In pratica, è stato evidenziato che le immagini del cibo preferito mostrate a persone in sovrappeso e a mangiatori compulsivi portano ad un aumento nella produzione di dopamina in un'area del cervello chiamata "corteccia orbitale frontale", la stessa che viene attivata quando un cocainomane vede una bustina di polverina bianca. Non solo. E' stato anche dimostrato che alcuni topi di laboratorio alimentati con sciroppo di glucosio sviluppavano cambiamenti nel cervello e comportamentali assimilabili a quelli dei topi dipendenti dalla morfina.
«I dati in nostro possesso sono così schiaccianti che non si possono non tenere in considerazione - ha spiegato Nora Volkow, direttore del "National Institute on Drug Abuse" a Bloomberg - e stiamo riscontrando enormi attinenze fra gli effetti delle droghe e quelli del cibo nel cervello».

Il prossimo passo sarà perciò quello di arrivare a dei farmaci che possano interferire con le preferenze dei cibi nelle persone a rischio, alterandole in maniera permanente ma senza per questo intaccare il desiderio per altri alimenti, come ha sottolineato Mark Gold della University of Florida di Gainesville.
Ovviamente, le multinazionali dell'alimentazione rifiutano l'equazione "junk food e dolci uguale droga" e dicono che non ci sia nulla di sbagliato nel consumare questi cibi, basta solo farlo con moderazione.

Una tesi che trova il conforto del dottor Richard Adamson, farmacologo e consulente dell'American Beverage Association, secondo il quale la sola idea che un certo tipo di alimento possa scatenare una dipendenza simile a quella di cocaina ed eroina sarebbe ridicola «perché non ho mai sentito di nessuno che ha fatto una rapina in banca per avere i soldi per comprarsi un gelato o dei popcorn». Insomma, 28 studi sull'argomento e ancora nessuna conclusione che metta davvero d'accordo tutti.


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