Andare a dormire per archiviare il prima possibile una
serataccia? No, meglio di no. Perché se lo scopo è quello di
scrollarsi di dosso il bagaglio di emozioni negative appena
provate, allora è preferibile aspettare un po' e andare a letto a
tensione un minimo elaborata. Così, almeno, suggeriscono
ricercatori statunitensi della University of
Massachusetts Amherst.
Gli studiosi si sono concentrati su quello che accade nel cervello
quando si va a dormire subito dopo aver vissuto un'esperienza
negativa, se non addirittura traumatica. Ebbene, stando ai dati
emersi, i ricercatori hanno scoperto che il sonno funziona come una
sorta di "registratore naturale" e che quindi, a differenza di
quanto si tende a credere, addormentarsi subito dopo aver
vissuto un'esperienza negativa o scioccante contribuisce a
consolidare la memoria delle spiacevoli sensazioni
provate.
Lo studio statunitense è stato pubblicato sulla rivista "Journal of
Neuroscience" e si presenta come il frutto di un
monitoraggio condotto su un campione di
106 volontari, tutti fra i 18 e 30 anni. In
pratica, i partecipanti sono stati invitati a vedere alcune
immagini (tristi o gioiose) su un pc e a
osservarle poi una seconda volta, ossia a 12 ore di distanza. Il
risultato? Le persone maggiormente scosse dalle immagini negative
già viste, sono state quelle che si sono addormentate subito dopo
aver osservato la prima tranche di foto.