Pillola: ancora troppa confusione

di Alessandra Celentano 31 gennaio 2012

Secondo una ricerca presentata a Berlino, il 98% delle donne europee ha tuttora una scarsa conoscenza di questo metodo contraccettivo

Alessandra Celentano

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In materia di pillola anticoncezionale c'è ancora molto (troppo) da sapere. A rivelarlo è una ricerca pubblicata sulla rivista "Contraception" e condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania. Secondo i dati emersi e presentati a Berlino - in occasione di un meeting internazionale dedicato alla contraccezione ormonale - il 98% delle donne europee, a mezzo secolo dalla creazione della pillola, continua ad avere una scarsa conoscenza di questo metodo contraccettivo e il relativo persistere di dubbi o pregiudizi appare sganciato dal livello culturale delle singole persone.

Stando ai dati emersi, 3 intervistate su 4 dichiarano di voler ricevere maggiori informazioni riguardo alla pillola anticoncezionale. Questo bisogno di chiarimenti, commenta Francesco Primiero - docente dell'Università di Roma "La Sapienza" e protagonista del meeting tenutosi a Berlino - spiega come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo. «Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l'esatto contrario». Per esempio, prosegue l'esperto, un recente studio britannico ha evidenziato che le donne abituate ad assumere contraccettivi orali hanno maggiore chances di longevità .

Un altro pregiudizio diffuso sulla pillola? L'idea che favorisca un aumento di peso. In realtà, precisa Primiero, le pillole di ultima generazione - frutto di notevoli progressi compiuti nel campo farmaceutico - riescono a contrastare questa eventualità in modo davvero efficace.

Da ricordare, poi, che le formulazioni più recenti della pillola anticoncezionale sono state sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere e contrastare alcuni disturbi femminili molto diffusi (come per esempio le mestruazioni abbondanti, la mancanza di concentrazione, l'affaticabilità, la sintomatologia premestruale e l'acne). Ma allora come orientarsi al meglio tra la massa di pregiudizi e dati reali o troppo spesso ignorati? La soluzione migliore, suggerisce Primiero, è quella di parlare della pillola anticoncezionale con il proprio ginecologo.

Infine alcuni numeri. Secondo il rapporto "World Contraceptive Use 2011", la percentuale di donne che usano la pillola a livello globale è dell'8,8%. Quella europea, invece, è del 21,4%. I paesi nei quali si usa di più la pillola sono, nell'ordine: Portogallo (58,9%), Germania (52,6%), Algeria (45,9%), Belgio (44,8%), Francia (41,5%).Bassa la percentuale negli Stati Uniti (16,3%), peraltro il paese sviluppato con il maggior numero di gravidanze indesiderate tra le teenager. E in Italia? Nel nostro paese la pillola è usato dal 14,2% delle donne, una media paragonabile a quella esistente in Tunisia (14,5%), Botswana (14,3%) e Iraq (14,6%).

 

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