Occhio alla dipendenza dai social network

di Alessandra Celentano 

Secondo uno studio americano, facebook, twitter ed email possono tenerci in pugno come alcool e fumo. Anzi, ancora di più

Alessandra Celentano

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Social network ed email possono dare dipendenza e questa, in sé, non è una novità. C'è un dato, però, emerso in questi giorni e sul quale è possibile fare ulteriori riflessioni: studiosi statunitensi hanno rilevato che la dipendenza provocata dai social network (ma anche dalle email) può diventare più forte di quella provocata da alcool o sigarette.

La scoperta è il frutto di uno studio condotto all'University Of Chicago Booth School Of Business e pubblicato su "Psychological Science". Gli studiosi hanno preso in esame un gruppo di 205 persone e ne hanno monitorato i desideri quotidiani attraverso un particolare dispositivo elettronico. In base ai dati emersi, i desideri più forti sono apparsi quelli legati alla voglia di dormire e a quella di avere un'attività sessuale. Ma i desideri ai quali è più difficile resistere riguardano la voglia di comunicare sui mezzi multimediali.

Ma come capire se siamo o stiamo diventando dipendenti da un social network? Lo abbiamo chiesto allo psichiatra Federico Tonioni, ideatore e coordinatore al Policlinico Gemelli di Roma del primo ambulatorio del nostro paese preposto alla cura dell'Internet Addiction Disorder e autore del libro "Quando internet diventa una droga" (Einaudi, 2011). «È difficile accorgersi da soli di essere diventati dipendenti da un social network: in genere sono gli altri a notarlo e quindi il mio primo consiglio è quello di prestare attenzione a chi tenta di metterci in guardia».

Perché è così difficile capire da soli di essere diventati dipendenti da un social network?
«La persona che passa troppo tempo su internet è così assorta da quello che legge o scrive da perdere la cognizione del tempo. E questo accade soprattutto quando ci sono di mezzo le emozioni (pensiamo, quindi, ai social network, ma anche alle chat o ai giochi online). Quando si usa internet per divertirsi o emozionarsi - e non per la mera ricerca di informazioni - si rischia più facilmente di cadere in una forma di dipendenza».

C'è, comunque, qualche piccolo "segnale di dipendenza" da poter notare anche per conto proprio ?
«Il tempo trascorso su un social network può essere un fattore relativo. Io direi, piuttosto, che possono essere rilevanti il peso e lo spazio mentale accordati a quello che scriviamo o leggiamo (un conto è postare una considerazione e via, un altro è continuare a rimuginarci sopra nei giorni). E, ancora: la progressiva incapacità di stare (almeno ogni tanto) da soli e "non connessi", una minore vitalità e, infine, la tendenza a preferire l'idea di stare a casa davanti al computer piuttosto che uscire e interagire con gli altri dal vivo. Ma più che entrare nel merito di segnali specifici, direi che bisognerebbe allarmarsi quando la realtà di un social network (così come quella delle mail o, in generale, di internet), tende a sostituire quella reale. In generale, il web è un mezzo utile fin quando viene usato "in funzione della realtà" e pericoloso quando comincia a sostituirla o a muoversi in quella direzione».

Come uscire dalla dipendenza da un social network?
«Chiedendosi che cosa, sotto sotto, ci attira così tanto verso quel mezzo. Perché dietro la continua voglia di connettersi a un social network c'è sempre dell'altro: il desiderio di instaurare relazioni in modo più agevole (per chi è timido o introverso), la possibilità di "controllare" il proprio compagno o la propria compagna (per le persone gelose), la possibilità di costruire un'immagie di sé migliore (per le persone con scarsa autostima o per quelle animate da un forte narcisimo). Insomma, i social network, più che dare dipendenza, possono offrire un terreno fertile a desideri o paranoie preesistenti. Perciò il vero problema è a monte e l'utilizzo di internet ne è soltanto lo specchio».

DA STYLE.IT

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