Social network ed email possono dare dipendenza e questa, in sé,
non è una novità. C'è un dato, però, emerso in questi giorni e sul
quale è possibile fare ulteriori riflessioni: studiosi statunitensi
hanno rilevato che la dipendenza provocata dai social
network (ma anche dalle email) può diventare più forte di quella
provocata da alcool o sigarette.
La scoperta è il frutto di uno studio condotto all'University Of
Chicago Booth School Of Business e pubblicato su
"Psychological Science". Gli studiosi hanno preso
in esame un gruppo di 205 persone e ne hanno
monitorato i desideri quotidiani attraverso un particolare
dispositivo elettronico. In base ai dati emersi, i desideri più
forti sono apparsi quelli legati alla voglia di dormire e a quella
di avere un'attività sessuale. Ma i desideri ai quali è più
difficile resistere riguardano la voglia di comunicare sui mezzi
multimediali.
Ma come capire se siamo o stiamo diventando dipendenti
da un social network? Lo abbiamo chiesto allo
psichiatra Federico Tonioni, ideatore e
coordinatore al Policlinico Gemelli di Roma del
primo ambulatorio del nostro paese preposto alla cura
dell'Internet Addiction Disorder e autore del libro
"Quando internet diventa una droga"
(Einaudi, 2011). «È difficile accorgersi da soli di essere
diventati dipendenti da un social network: in genere sono gli altri
a notarlo e quindi il mio primo consiglio è quello di
prestare attenzione a chi tenta di metterci in
guardia».
Perché è così difficile capire da soli di essere
diventati dipendenti da un social network?
«La persona che passa troppo tempo su internet è così assorta da
quello che legge o scrive da perdere la cognizione del tempo. E
questo accade soprattutto quando ci sono di mezzo le emozioni
(pensiamo, quindi, ai social network, ma anche alle chat o ai
giochi online). Quando si usa internet per divertirsi o emozionarsi
- e non per la mera ricerca di informazioni - si rischia più
facilmente di cadere in una forma di dipendenza».
C'è, comunque, qualche piccolo "segnale di dipendenza"
da poter notare anche per conto proprio ?
«Il tempo trascorso su un social network può essere un fattore
relativo. Io direi, piuttosto, che possono essere
rilevanti il peso e lo spazio mentale accordati a quello
che scriviamo o leggiamo (un conto è postare una
considerazione e via, un altro è continuare a rimuginarci sopra nei
giorni). E, ancora: la progressiva incapacità di stare
(almeno ogni tanto) da soli e "non connessi", una
minore vitalità e, infine, la tendenza a
preferire l'idea di stare a casa davanti al computer
piuttosto che uscire e interagire con gli altri dal vivo. Ma più
che entrare nel merito di segnali specifici, direi che bisognerebbe
allarmarsi quando la realtà di un social network (così come quella
delle mail o, in generale, di internet), tende a sostituire quella
reale. In generale, il web è un mezzo utile fin quando
viene usato "in funzione della realtà" e pericoloso quando comincia
a sostituirla o a muoversi in quella direzione».
Come uscire dalla dipendenza da un social
network?
«Chiedendosi che cosa, sotto sotto, ci attira così tanto verso
quel mezzo. Perché dietro la continua voglia di connettersi a un
social network c'è sempre dell'altro: il desiderio di instaurare
relazioni in modo più agevole (per chi è timido o introverso), la
possibilità di "controllare" il proprio compagno o la propria
compagna (per le persone gelose), la possibilità di costruire
un'immagie di sé migliore (per le persone con scarsa autostima o
per quelle animate da un forte narcisimo). Insomma, i
social network, più che dare dipendenza, possono offrire un
terreno fertile a desideri o paranoie preesistenti. Perciò
il vero problema è a monte e l'utilizzo di internet ne è soltanto
lo specchio».