Pesava 280 grammi alla nascita, e ora va al College

di Fabio Turone 

Il medico americano che nel 1989 aiutò la minuscola Madeline a sopravvivere racconta  sulla rivista Pediatrics i dettagli di un fortunato caso da Guinness

Fabio Turone

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Madeline Mann pochi giorni dopo la nascita (foto courtesy
della Loyola University)

Madeline Mann pochi giorni dopo la nascita (foto courtesy della Loyola University)

Al momento del parto pesava circa 280 grammi, ed entrò idealmente nel Guinness dei primati in una pagina che lasciava poche speranze per una crescita normale, quella della neonata più piccola mai venuta al mondo. Ora ha 22 anni e frequenta il College, in un sobborgo di Chicago dove è nata nel 1989, e convive serenamente con l'asma e una corporatura molto minuta - poco sotto il metro e cinquanta per trenta chili di peso - che limita la sua scelta di abbigliamento, ma di certo Madeline Mann è consapevole di essere una ragazza fortunata.

Come sa bene ogni donna, un parto prematuro è sempre un motivo di preoccupazione e di stress, perché quando il feto non ha modo di completare lo sviluppo nel grembo materno risulta in genere più fragile e soggetto a ritardi nello sviluppo. Il rischio è in linea di massima tanto maggiore quanto più basso è il peso alla nascita, ma la storia di Madeline offre un motivo di speranza a chi si trova ad affrontare il dramma di un parto così prematuro.

"Sono casi estremi, e non bisogna pensare che si debba provare sempre a salvare bambini in condizioni analoghe" spiega il dottor Jonathan Muraskas della Loyola University, che ha appena pubblicato sulla rivista "Pediatrics" un aggiornamento sulle condizioni di Madeline e di un'altra bambina che alla nascita era ancor più piccolina e oggi ha sette anni. Le prospettive per la maggioranza dei bimbi così gravemente sottopeso alla nascita - una soglia convenzionale è quella dei 400 grammi, per cui è stato realizzato un registro online che intende raccogliere i dati sugli "under 400" sopravvissuti - sono scoraggianti, ma lo studio di quelli che ce l'hanno fatta indica per esempio che più del peso conta l'età gestazionale, che nel caso di Madeline era di 27 settimane. Oggi la soglia oltre la quale si interviene sempre con tutti i mezzi è attorno alle 24-25 settimane, al di sotto delle quali si entra in una zona grigia in cui neonatologi e genitori devono valutare caso per caso.


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