Come scegliere
un buon chirurgo estetico

di Alessandra Celentano 

Dall'Aicpe, un decalogo rivolto alle persone che vogliono concedersi un ritocchino e hanno bisogno di sapere come individuare un medico affidabile e un'adeguata struttura sanitaria

Alessandra Celentano

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Foto: Corbis

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Dedicato a chi sta accarezzando l'idea di un ritocchino, ma non sa ancora a chi rivolgersi. L'Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) ha messo a punto un vademecum utile per le persone desiderose di capire come individuare un vero professionista.

Da dove nasce l'idea di offrire delle linee guida nell'universo del ritocchino? Dal fatto che «molti medici - afferma Mario Pelle Ceravolo, vicepresidente di Aicpe - offrono prestazioni di chirurgia plastica pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti - oppure propongono trattamenti chirurgici in strutture non adeguate, né autorizzate». Ecco allora un piccolo decalogo per regolarsi al meglio e non incappare in spiacevoli sorprese.

1) Verificare le credenziali del medico a cui ci si rivolge: «Gli unici di cui fidarsi - afferma Pelle Ceravolo - sono quelli specializzati in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva ed Estetica, ossia coloro che, dopo la laurea in Medicina, hanno frequentato per cinque anni una Scuola di Specializzazione Universitaria in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, oppure chi ha maturato un'esperienza comprovata e verificata per almeno cinque anni nel settore». Altri criteri per scegliere il medico di fiducia? L'eventuale attività ospedaliera o universitaria e l'accreditamento nelle due società scientifiche italiane Sicpre e Aicpe. «Tutti gli iscritti a queste associazioni devono avere i requisiti per farne parte» prosegue il vicepresidente di Aicpe. «La lista completa dei soci è pubblica e si trova sul sito www.aicpe.org, mentre quella di Sicpre si può reperire su www.sicpre.it».

2) Informarsi sulla struttura dove vengono eseguiti gli interventi e accertarsi che sia ufficialmente autorizzata. «Aicpe - aggiunge Pelle Ceravolo - si sta muovendo attivamente per ottenere dal Ministero e dagli assessorati competenti un elenco che sia pubblico e facilmente consultabile con le strutture accreditate e gli interventi per i quali sono autorizzate. In alcune regioni è già presente, ma purtroppo non in tutte».

3) Chiedere notizie sui materiali utilizzati, come protesi o fillers. «È importante sapere cosa verrà utilizzato, assicurarsi che sia di qualità comprovata, prodotta da aziende riconosciute e certificate. Ogni medico - continua Pelle Ceravolo - deve illustrare ai pazienti quale materiale utilizzerà e consegnare una relativa etichetta identificativa».

4) Leggere il consenso informato presentato ai pazienti per qualunque tipo di terapia e chiarire eventuali dubbi con il medico.

5) Verificare il preventivo dei costi, senza esitare nel chiedere chiarimenti su eventuali spese aggiuntive.

6) Diffidare di prezzi troppo bassi o sconti: la professionalità, la sicurezza e l'affidabilità hanno un costo.

7) Informarsi sull'equipe chirurgica e soprattutto sull'anestesista, che ha un ruolo fondamentale sulla sicurezza dell'intervento e la tranquillità del paziente.

8) Attenzione a chi offre la prima visita gratuita. "A volte" - chiaramente non è sempre così! - il medico che non viene pagato per la prima visita può essere meno oggettivo e incline a suggerire dei successivi trattamenti non tanto per la reale necessità d'intervento quanto per la mera intenzione di ottenere un guadagno almeno in un secondo momento».

9) Attenzione quando si chiede al chirurgo di vedere immagini pre e post operatorie. «Di solito questi scatti rappresentano i migliori risultati ottenuti dal chirurgo e non quelli medi. Perciò le foto, se non usate con realismo e serietà, possono creare nel paziente aspettative irrealistiche e fuorvianti». Il consiglio, quindi, è quello di non basare la scelta del chirurgo solo sui meravigliosi risultati illustrati da alcune fotografie. Non sarebbe prudente» puntualizza Ceravolo.

10) Valutare, oltre ai titoli e all'esperienza del chiururgo, anche «la sua personalità, il senso di responsabilità, l'onestà intellettuale e tutte quelle caratteristiche umane che un vero professionista dovrebbe avere» suggerisce Ceravolo. «Un buon feeling fra medico e paziente - prosegue l'esperto - è un requisito indispensabile per l'instaurarsi di un rapporto valido e in grado di dare soddisfazioni reciproche».


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