A seno nudo per battere il cancro

di Zoe  Zoe 

In testo e foto, 14 affascinanti ritratti di ex pazienti che hanno vinto la loro battaglia e ottenuto un nuovo seno grazie alla chirurgia ricostruttiva

Zoe  Zoe

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Il cancro al seno fa paura, ma una volta passata l'ansia iniziale, subentra quella per le conseguenze che la chirurgia e le cure possono avere sul corpo femminile. Per dimostrare che c'è sempre una possibilità di recuperare il piacere di guardarsi e farsi guardare, e soprattutto per ribadire che la chirurgia ricostruttiva è un diritto di ciascuna donna colpita da questa malattia, verrà presentato oggi a Milano, a palazzo Moriggia, sede del museo del Risorgimento, un libro scritto a sei mani da un chirurgo e una giornalista, e illustrato da bellissime fotografie (che verranno esposte nella stessa sede), in cui 14 donne mettono a nudo il proprio corpo e la propria storia clinica.

A far da filo conduttore, un gioiello creato da una delle pazienti che si sono offerte di posare per questa opera e che ognuna di loro ha scelto per ribadire la bellezza del proprio corpo malgrado l'esperienza passata. "L'idea del libro è nata perché mi è capitato tra le mani un testo analogo prodotto da un fotografo belga" spiega Cristina Garusi, chirurgo plastico e vicedirettore della Divisione di chirurgia plastica ricostruttiva dell'Istituto Europeo di Oncologia, diretto da Umberto Veronesi, che farà da padrino all'iniziativa durante l'incontro di oggi, moderato dalla direttrice di Style.it Margherita Pogliani. "Ogni donna che ha posato ha anche raccontato brevemente la propria storia alla giornalista Anna di Cagno, che l'ha trascritta fedelmente. Io, invece, ho raggruppato le storie sulla base del tipo di intervento ricostruttivo che abbiamo eseguito, in modo da poter fornire una sorta di 'cartella clinica' che possa aiutare altre donne nella stessa situazione. In ogni storia abbiamo messo in luce che cosa le donne si aspettavano dalla chirurgia ricostruttiva e cosa invece pensano oggi dei risultati ottenuti".

Tutte sono poi state fotografate a seno nudo da Isabella Balena, in un bianco e nero vellutato che rende perfettamente la bellezza di corpi assolutamente normali, tanto diversi dall'immagine del seno patinato a cui ci hanno abituate le pubblicità e i femminili. La mostra presso il museo del Risorgimento andrà avanti da oggi fino al 20 giugno prossimo, poi sarà itinerante. "Speriamo di portarla almeno nelle città da cui provengono le nostre amiche ritratte nel volume" spiega Garusi, che continua: "Il messaggio che vogliamo dare è che, grazie ai progressi della ricerca, il cancro al seno è una malattia sempre più guaribile. Molte delle donne colpite sono giovani e due delle protagoniste del libro, al momento degli scatti erano incinte: ora una ha avuto due gemelli, e l'altra un bimbo che ha potuto persino allattare. Tutte hanno un seno gradevole grazie alle tecniche ricostruttive, anche se non sempre risponde del tutto alle loro aspettative, che sono molto alte".

Sì, perché quando si parla di femminilità, le donne non fanno sconti nemmeno al medico che le ha in cura: "È giusto così" conclude Garusi. "La sfida della chirurgia ricostruttiva è ottenere il meglio e anche di più. Lo dobbiamo alle donne coraggiose che hanno combattuto e vinto la malattia e al rispetto per l'individualità di ciascuna paziente".

In fondo al libro vi sono anche interessanti appendici, tra cui un'intervista a Viviana Enrica Galimberti, direttore dell'Unità di Senologia Medica dell'Istituto Europeo di Oncologia, che descrive nuove, e avveniristiche tecniche di microchirurgia che possono aiutare a risolvere gli effetti negativi dell'asportazione dei linfonodi durante gli interventi, in primo luogo il gonfiore del braccio.

Fedro Alessandro Peccatori, direttore del progetto Fertilità e Gravidanza dello stesso ospedale illustra invece tutte le possibilità che oggi la scienza offre alle donne in chemioterapia per non perdere la possibilità di diventare madri, una volta sconfitta la malattia.


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