Come ti psicanalizzo
il cane

di Lidia Pregnolato 

I suggerimenti di Angelo Vaira, dog coach e conduttore dello show Cambio cane, a chi vuole adottare un quattrozampe

Lidia Pregnolato

Lidia Pregnolato

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Se state pensando di prendere un cane o se l'avete già fatto e non sapete come gestirlo, se avete dubbi su come educarlo o se non capite certi suoi problemi comportamentali, fermatevi un attimo e leggete la nostra intervista ad Angelo Vaira, agevolatore della relazione col cane, scrittore, formatore e conduttore televisivo - da novembre 2012 conduce "Cambio Cane" su Fox Life - impegnato nella comunicazione e nell'insegnamento della psicologia e della relazione col cane.
Perché adottare e prendersi cura di un quattrozampe non è uno scherzo. Parola di dog coach.

Quali sono gli errori più comuni quando un cane entra in famiglia?
Il primo errore in assoluto è il non essere a conoscenza di cosa voglia dire occuparsi di un cane. Spesso si sottovaluta l'impegno. Non è soltanto per la felicità del cane che si rende indispensabile, ad esempio, portarlo fuori, farlo socializzare e interagire con gli altri suoi simili; ma è anche perché, se non osserviamo queste basilari regole, il cane molto probabilmente ci darà dei problemi.

Come aiutarlo a integrarsi soprattutto se viene da un passato in canile o di violenza?
La prima cosa da fare è abbandonare l'idea di essere per il cane un capobranco e abbracciare il principio per cui si deve diventare una base sicura per lui. Questo vale soprattutto per i cani paurosi, che devono tornare ad avere fiducia. E, se il cane ha problemi gravi, si rende assolutamente indispensabile rivolgersi a un professionista, non possiamo pretendere di sapere tutto. Io sono dell'idea che dovrebbe essere obbligatorio un corso di formazione di base, anche solo di un paio di giorni, per tutti coloro che stanno per adottare un cane.

Nel caso in cui manifesti comportamenti aggressivi bisogna subito ricorrere a un comportamentalista?
Assolutamente sì. Ci tengo inoltre a sottolineare in questa sede anche la differenza tra "comportamentista" e "comportamentalista". Mentre per il primo il cane ha una mente ridotta ad associazioni mentali basate sullo stimolo - rinforzo - punizione, noi comportamentalisti sosteniamo che il cane abbia una ricca vita emotiva, dei pensieri, che soffra e gioisca esattamente come noi. Si tratta di un approccio molto diverso.

Ci sono razze che possono essere più indicate per chi ha bambini o davvero tutto dipende dal singolo cane e da come lo si educa?
E' un mix delle due cose. Da una parte c'è la responsabilità del padrone e dell'educazione che dà al cane, ma dall'altra ci sono delle innegabili tendenze comportamentali razziali dalle quali non si può prescindere nel momento in cui si sceglie un cane. Ogni cane ha una selezione genetica alle spalle che lo porta a comportarsi in un modo anziché in un altro. Come abbiamo un pointer che spontaneamente punta la preda, cosa che non farà ad esempio un cane da pastore, così abbiamo cani più docili e adatti a una famiglia con bambini e cani con un'aggressività più territoriale.

I cani soffrono di solitudine e sono quindi sconsigliati a chi lavora e dovrebbe lasciarli da soli almeno 8 ore?
Certamente. Il cane è un animale sociale, rimanere da solo non è una condizione a lui congeniale. Io normalmente sconsiglio di adottare un cane alle persone che devono lasciarlo da solo per più di 6 ore al giorno.

Spesso si parla di "troppa umanizzazione" del cane: ci sono dei limiti che la relazione uomo-cane non dovrebbe superare per essere sana?
Non è un errore in assoluto far dormire il cane sul letto o consentirgli di mangiare di fianco al proprietario a tavola. E' un errore se il cane ha SOLO questo tipo di esperienze. Il punto non è se il cane sale sul divano, il punto è: gli stai facendo vivere uno stile di vita che è esclusivamente quello di un bambino? Se la risposta è sì, allora stai sbagliando tutto.

Se dovessi dare un consiglio a chi sta decidendo adesso di prendere un cane, cosa diresti?
Sicuramente di affrontare subito e con attenzione la questione razza. Non ci si deve fidare di quello che c'è scritto sui libri o di quello che dicono gli allevatori, che hanno ovviamente un conflitto di interessi che li porta a sostenere che tutti i cani sono per esempio adatti ai bambini. Non è così. Quello che bisognerebbe andare davvero a valutare è la funzione per cui una razza è stata creata e le sue tendenze comportamentali. Se prendo un beagle, cane piccino e tanto carino, in realtà devo sapere che sto prendendo un cane che corre decine di chilometri al giorno, si infila nelle tane, lotta con le prede, abbaia, ulula e tutte queste stesse cose me le farà in casa.

Come si abitua un cane al guinzaglio?
Per non farsi tirare al guinzaglio innanzitutto bisogna usarne uno lungo in modo che il cane, quando è fuori, possa sentirsi libero e riesca ad annusare per terra. Se lui tira e io gli vado dietro non faccio che avvallare questo suo comportamento: è come dirgli "bravo che tiri!". Devo invece metterlo nelle condizioni di non aver bisogno di tirare e la formula vincente è: guinzaglio lungo e quando il cane tira ci si ferma e si cambia direzione.

E a fare i bisogni fuori?
Per fare i bisogni fuori la regola più importante da seguire è far sporcare il cane più volte fuori che in casa. Ci sono persone che tengono molte ore il cane in casa per portarlo al limite e farlo sporcare solo fuori e se trovano una pipì in casa lo puniscono. Questo non fa che stressare il cane che farà ancora più pipì. Bisogna, invece, farlo uscire spesso e per molto tempo, soprattutto all'inizio, in modo che sporchi il più possibile fuori, così da non essere più motivato a farlo in casa.

Come gli si fa a capire se se sta sbagliando nel relazionarsi con il proprio cane?
Se si perde la pazienza, se si ha bisogno di alzare la voce, di punire e obbligare il cane a fare delle cose, allora sì, si sta sicuramente sbagliando.

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