Philippe Malouin: «Odio gli oggetti usa e getta»

di Giulia Lina Callegari  

Un tappeto in metallo, un lampadario che ricorda i rulli dell'autolavaggio, sedute pieghevoli salvaspazio. Alla scoperta delle creazioni del designer francese Philippe Malouin

Giulia Lina Callegari

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Intervistiamo Philippe Malouin dopo aver visto due progetti che lasciano gli spettatori divertiti e - forse - perplessi: la lampada Derviscio, ispirata alle spazzole dell'autolavaggio e il tappeto Yachiyo. La prima è nata da un segno di gratitudine: Philippe ha deciso di lavare la macchina di un suo amico dopo che questo gliel'ha prestata, e mentre stava seduto e guardava gli enormi rulli agitarsi intorno ai finestrini ha pensato che una lampada da soffitto avrebbe potuto muoversi nella stessa maniera…
   
E' così? Sì, guardando quelle spazzole che cambiavano sempre ho pensato di integrarle con la base di un ventilatore da soffitto, per ottenere un nuovo prodotto, che ridefinisce completamente le lampade e i ventilatori. Si chiama Derviscio perché mi ricorda quei ballerini turchi, che girano su sé stessi e ballano fino ad andare in trance.
   
E poi Philippe, hai immaginato e prodotto un tappeto di metallo che richiede migliaia di ore di lavorazione, ce lo spieghi? Il tappeto Yachiyo e il risultato di numerosi esperimenti fatti con il metallo. Dopo aver provato diversi processi e tecniche di produzione abbiamo scoperto che il 'tessuto' delle armature è estremamente forte, ma morbido e tattile allo stesso tempo. Allora ho deciso di farci un tappeto. Le ore di lavoro manuale che rendono possibile creare questo pezzo sono importanti, ma non sono il punto. Anche se mi piace che qualcosa sia fatto da un umano, e non solo da una macchina.
   
Come ti definiscono i tuoi progetti? Sono parte della mia evoluzione, direi come il mio invecchiamento, come persona e come designer. Forse i progetti che facevo da giovane sono un po' più giocosi, meno seri. Penso che il lavoro che produco rifletta i miei interessi mano a mano che cresco, in passato ho avuto la fortuna di sperimentare un sacco di influenze, dall'arte alla moda, fino alla danza in certi casi. Adesso sono finalmente pronto a pensare solo agli oggetti!

Se potessi immaginare un tuo prodotto in un contesto letterario o artistico dove lo metteresti? Sicuramente in un film di James Bond! Adoro il lavoro di Ken Adams, il production designer di molti film di Bond, come Goldfinger, Dr. No, Thunderball…
   
Chi sono i designers che segui e apprezzi? Un maestro vero è Achille Castiglioni, vorrei tanto parlargli per capire meglio il suo processo creativo, ma anche Pierre Paulin, Konstantin Grcic, Charles and Ray Eames… Quello che non mi piace invece è la produzione di massa, le cose che finiscono nel bidone dopo che sono state usate un anno o due.   

A cosa stai lavorando? Una commissione per Design Miami e Art Basel, per il mese prossimo. Ho anche appena vinto il premio: W Hotel designer of the future! E a proposito di futuro il mio sogno sarebbe quello di lavorare con marchi come Flos e Cappellini.

Ce l'hai un segreto? Molti, ma solo uno che posso dirti… Ho una fifa matta di volare eppure mi tocca prendere l'aereo di continuo!

Scoprite di piu su www.philippemaloin.com


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