Cos'hanno in comune il design
contemporaneo, la mitologia
classica e i materiali di riciclo? Il nome
Tiresia, il
celebre indovino capace di
prevedere il futuro ed estremamente longevo. Ma tyre
in inglese vuol dire anche gomma, copertone. Dall'idea di unire
questi due significati prende vita l'idea di Margherita
Cavalli e di Tommaso
Rosai di creare oggetti innovativi.
Vasi da esterni, poltrone, bretelle, portariviste, specchiere. Tutti realizzati con
camere d'aria, cinghie di
trasmissione, guarnizioni e sospensioni.
L'idea di fondo che ha guidato i due creativi
dell'officina Tyresia è quella del
"prendersi cura". Dell'ambiente
casa e dell'ambiente in generale, nella sua complessità. Senza
dimenticare l'amore per il bello e le regole del
design.
I vasi per balconi e
terrazze nascono così dalle sospensioni per autotreni modellate
in forme minimaliste e trame in rilievo. E si prestano anche a
divenire alla bisogna dei perfetti portaombrelli.
Sposandosi con l'ottone, la gomma prende la
forma di morbide ciotole
perfette come centritavola, ma che possiamo usare anche come
portavasi o svuota tasche.
Chi invece, è alla caccia di una seduta originale può prendere in
considerazione la sedia
Vertebra fatta di camere d'aria e acciaio: ha uno schienale
che ricorda il dorso di un drago ed è fatta per abbracciare le
vertebre di un altro essere vivente.
Ma la gomma può avere anche
utilizzi che non ti aspetti. Cinture e
bretelle possono nascere anche loro da
camere d'aria riutilizzate e diventare un accessorio molto cool (oltre che rispettoso
dell'ambiente). Lo specchio si
innesta dentro un affascinante ingranaggio dimenticato e il
portariviste da salotto nasce dal matrimonio di pvc e gomme da
automobile.
Il creativo Tommaso
Rosai spiega a Style.it che «l'idea di
partire da materiali così particolari nasce sì da un impulso creativo, ma soprattutto
dalla coscienza
civile che è in ognuno di noi. Si
inciampa negli oggetti e se si ha un minimo di predisposizione
d'animo, si intuisce quale
altra forma, quale nuovo utilizzo può assumere un pezzo di
gomma che la maggior parte delle persone considera
morto».