Luca Nichetto: la sperimentazione continua

di Giulia Lina Callegari  

Incontro con Luca Nichetto, un designer, art director e viaggiatore, le cui retrospettive hanno toccato le maggiori città europee e i cui prodotti sono sperimentazioni continue.

Giulia Lina Callegari

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Luca Nichetto ha cominciato la sua carriera disegnando oggetti per una ditta di Murano e facendo da consulente per Foscarini, ricercando nuovi materiali e occupandosi dello sviluppo dei nuovi prodotti. Solo nel 2003 ha capito che la sua strada maestra sarebbe stata quella del disegno industriale, e l'ha imboccata con coraggio e un pizzico di ironia.

Luca quando hai cominciato a disegnare oggetti?
Il mio primo prodotto entrato in produzione l'ho disegnato tra il 1999 e il 2000 per Salviati, ma già prima avevo fatto alcuni progetti, dove però non compariva il mio nome.

Ti ricordi anche perché? Ovvero da cosa è scaturito il tuo interesse per il design? Certo! Mio nonno lavorava come mastro vetraio a Murano, mia madre invece decorava il vetro sempre in questa piccola isoletta vicino a Venezia. Essendo cresciuto in questo tipo di ambiente, il bisogno di creare qualcosa è nato spontaneamente.

C'è un oggetto al quale sei particolarmente affezionato? Quale?
Si c'è un oggetto a cui sono particolarmente legato… Si tratta della lampada O-space, che ho disegnato assieme a Gianpietro Gai per Foscarini nel 2003, diciamo che mi ha fatto fare il mio primo passo nel diventare effettivamente un designer, o forse nel realizzare che lo ero.

Questo fiorire di design weeks funziona?
Secondo me non funziona, ce ne sono tre o quattro di importanti, o rilevanti… Ma il resto è pura inflazione.

E' difficile fare il tuo lavoro oggi?
Come tutti i lavori di "secondaria importanza" (intendo che esistono lavori che soddisfano bisogni vitali e questi sono i "primari" per me) direi che è difficile fare il designer, principalmente perché siamo troppi in un mercato già saturo. Pensa che io mi sento fortunato solo per essere riuscito a far diventare la mia passione anche il mio lavoro!

Qual'è la tua paura più grande?
La morte e la malattia sono le mie paure più grandi.

Un sogno che vorresti vedere realizzato?
Vorrei che le persone che lavorano con me e hanno creduto nel sottoscritto - spesso anche in momenti difficili  - fossero felici e appagate, anche sotto il profilo economico!

Una domanda che hai sempre desiderato che ti venisse rivolta:
Esiste " l'omertà" nel tuo mondo lavorativo? (Siccome Luca non ha risposto alla sua domanda noi pensiamo che avrebbe detto sì! NDR)

Tre designer che dovremmo tenere d'occhio:
Constance Guisset, Steffen Kehrle and Teruhiro Yanagihara.

C'è un oggetto che hai disegnato e del quale ti sei pentito? Che cambieresti?
Direi che cambierei un buon 15% di quello che ho fatto… Potrei non averlo fatto! Ma non sono pentito di nulla, mi piace imparare facendo e facendo si sbaglia certo, ma si migliora anche.


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