Giorgia
Zanellato è nata a Venezia nel 1987 ed è tra i pochi
talenti selezionati da Fabrica, il centro di ricerca
e comunicazione di Benetton. Ci facciamo
raccontare da questa promettente designer com'è nata la sua
vocazione, il suo progetto più bello, quello più difficile e come
mai sogna il Messico…
Giorgia come ti descriveresti in dieci
parole?
Diretta, allegra, curiosa, ingorda, distratta, paziente, non
troppo atletica, marinaia, non cuoca e… ballerina!
Quando hai deciso che saresti diventata
designer?
Credo di non averlo mai deciso davvero. Però, la prima volta che
ho visto un prototipo realizzato mi ricordo di aver provato una
tale soddisfazione che mi è sembrato un lavoro ideale.
Qual è il tuo progetto che ti piace di
più?
Per adesso "Narciso". Mi ero posta un obiettivo molto difficile
per me, che era quello di disegnare vasi. Difficile perché ero
abituata a iniziare il progetto pensando ai limiti e alla funzione
degli oggetti, ma nel caso di un vaso la strada era molto più
aperta. Non ho cambiato metodo, infatti ho disegnato dei vasi
funzionali. La funzione del vaso è quella di mostrare i fiori e con
Narciso ho cercato davvero di "celebrarli" attraverso l'uso dello
specchio. È stato un progetto molto sofferto, ma alla fine molto
soddisfacente.
E, al contrario, quello di cui sei meno
soddisfatta?
"Useful ornaments". È il progetto che avevo fatto prima di
Narciso. Ci ho messo moltissime energie perché ho lavorato con dei
maestri vetrai muranesi e avevo riposto molta fiducia in loro. Loro
in effetti erano straordinariamente bravi, ma trattandosi della mia
prima esperienza con il vetro… Diciamo che sono stata io ad aver
usato un approccio sbagliato. Comunque, è un progetto ancora
completamente aperto e nulla vieta di continuarlo.
Se potessi discutere un tuo progetto con chiunque, chi
sceglieresti?
Achille Castiglioni. Invece, tra i designer ancora in vita
sceglierei Andrea Branzi.
Discutine uno con noi: "Volare" è un set di posate che
serve ai bambini per mangiare e giocare allo stesso tempo,
giusto?
Sì, "Volare" è un progetto che nasce dall'idea di fare un prodotto
economico, che potesse essere venduto dalle compagnie aeree e
dedicato ai bambini che, durante i viaggi, devono restare seduti
tutto il tempo, dal momento del pasto a quello del gioco. Ho creato
delle posate che potessero essere usate anche prima e dopo i pasti
e che, incastrandole tra loro, diventano un aeroplano.
Da cosa trai ispirazione per i tuoi
progetti?
Non credo di avere un metodo o un criterio preciso per trovare le
mie ispirazioni. Dipende dalle situazioni.
A proposito di situazioni... Siamo in piena estate: qual
è il viaggio dei tuoi sogni?
Il Messico. Mi ricordo durante la mia adolescenza di aver trovato
delle immagini in una rivista turistica, c'erano donne, colori,
tappeti, stoffe… Me ne sono inamorata anche senza esserci mai
stata. Ma prima o poi ci andrò davvero!
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Luca Nichetto