Visita guidata alla Biennale d'architettura

di Marco  Pigliapoco 

Siamo stati alla Biennale d'Architettura 2012 in compagnia del designer Marco Pigliapoco dello studio SoloDesign, che ci ha guidato tra i padiglioni della manifestazione veneziana, in corso fino al 25 novembre

Marco  Pigliapoco

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Il tema della Biennale d'Architettura 2012 è "Common Ground", terreno comune, intendendo con questo tutte le diverse accezioni che queste due semplici parole possano comportare: si parli di terreno comune inteso come spazio fisico condiviso da più persone, come background culturale, come ispirazione o anche, in senso più ampio, nel senso del nostro pianeta.

Tutti gli architetti chiamati a esporre si sono cimentati nello sviluppo di idee, proposte e, talvolta, provocazioni riguardo la figura del progettista nel contesto mondiale odierno, dove c' è un sempre maggiore bisogno di salvaguardia delle risorse.

Temi come l'ecosostenibilità e il riuso permeano tutti gli spazi espositivi.

La situazione economica fa sì che le spettacolari commesse high-budget si siano drasticamente ridotte: abbiamo già edificato abbastanza superficie, non c' è bisogno di strapparne un'ulteriore parte alla natura. Ci sono già abbastanza spazi inutilizzati nelle nostre città ed è compito del progettista intervenire in queste aree per riqualificarle e riconsegnarle alla comunità.

Molte delle proposte presenti possono essere ridotte concettualmente a un grande contenitore che delimita l'estensione dello spazio d'intervento. Per contro, pur avendo un involucro esterno ben delimitato, all'interno abbiamo la massima libertà d'interpretazione per creare nuove aree che propongano funzionalità, non solo estetica. Troviamo così i pianterreno dei grandi edifici trasformati in nuove piazze semi coperte, con aperture strategiche verso l'ambiente circostante.

Il legno viene riproposto come elemento strutturale, oltre che decorativo; il padiglione giapponese, per esempio, sviluppa diversi concept di abitazione per la ricostruzione post-tsunami utilizzando il legno degli alberi di cedro depositatisi dopo il ritiro delle acque. I vari progetti sono stati sviluppati cercando di soddisfare le esigenze della popolazione delle zone colpite.

Lo spazio comune non viene più circoscritto in maniera definita ma diventa crocevia di flussi dalle zone circostanti; lo spazio nuovo trasforma anche le interrelazioni tra gli altri elementi pre-esistenti, possano essere edifici, vie di comunicazione o aree verdi.

Si ottiene il nuovo utilizzando il vecchio, come nel padiglione tedesco che ha allestito i suoi percorsi utilizzando vecchie passerelle per l'acqua alta e acquistandone nuove in sostituzione da lasciare alla città terminata l'esposizione.

Si può dire che l'obiettivo di questa biennale sia quello di stimolare i partecipanti a migliorare il mondo intervenendo sull'esistente, piuttosto che creando ex-novo.

>> Leggi anche:  Ecco chi è la nostra "guida", Marco di Solodesign


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