Addio a Oscar Niemeyer, l'architetto che progettò Brasilia

di F. Porta e S. Pizzi 

Il grande maestro del Novecento è morto ieri nell'ospedale Samaritano di Rio de Janeiro. Aveva quasi 105 anni

F. Porta e S. Pizzi

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«Non è l'angolo retto che mi attrae, né la linea dritta, dura, inflessibile, creata dall'uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale. La curva che trovo sulle montagne del mio Paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell'oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo di una donna».

È così che l'architetto Oscar Niemeyer descriveva le sue creazioni e le sue scelte stilistiche. Il grande maestro del Novecento, celebre per aver opposto alle linee rette del razionalismo la sensualità di onde, ellissi e curve, è morto mercoledì 5 dicembre nell'ospedale Samaritano di Rio de Janeiro. Il 15 dicembre avrebbe compiuto 105 anni.

Nato nel 1907 a Rio de Janeiro, Niemeyer si laureò in architettura nel 1934 e iniziò la sua carriera nello studio di Lucio Costa. In quegli anni conobbe Le Corbusier, dal quale fu molto influenzato. Nel 1947 l'allievo superò il maestro: chiamati a lavorare, insieme ad altri architetti, al progetto del Palazzo delle Nazioni Unite di New York, Le Corbusier e Niemeyer furono in disaccordo su molte cose. Alla fine vinse la linea del giovane architetto brasiliano, che firmò dunque il disegno del Palazzo di Vetro.

A metà degli anni Cinquanta, Niemeyer e Costa si vinsero il concorso per il piano pilota della nuova capitale del Brasile. Il più anziano disegnò l'urbanistica vera e propria, il più giovane progettò moltissimi edifici: il Palazzo dell'Alvorada, il Planalto, il Palazzo di Itamaraty e la celebre Cattedrale. Da quel momento, in tutto il mondo, Niemeyer è conosciuto come "il padre di Brasilia".

Iscritto al Partito Comunista dal 1945, a metà degli anni Sessanta, con l'avvento del golpe e della dittatura, l'architetto fu costretto a lasciare il Paese. Prima visse a Parigi (dove progettò la sede del Partito Comunista), poi viaggiò in tutta Europa, lasciando diversi segni del suo passaggio. Celebre, in Italia, è il Palazzo della Mondadori di Segrate.

Finita la dittatura, Niemeyer tornò in Brasile e continuò ad arricchire il Paese con le sue opere: a quegli anni risalgono il Memorial da America Latina di San Paolo, il Museo di Arte Contemporanea di Niteroi e tanti altri edifici. Nel 1988 vinse il premio Priztker (il Nobel dell'architettura) e nel 1996 fu insignito del Leone d'Oro della Biennale di Venezia.


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