Richard Ginori: le ceramiche disegnate da Gio Ponti

di Sabina Montevergine 

Una mostra a Firenze per raccontare il lavoro del designer e il rapporto con la Manifattura di Doccia tra opere e carteggi

Sabina Montevergine

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Dopo la prima guerra mondiale, la Richard Ginori, che con i suoi cinque stabilimenti era ormai una delle principali industrie ceramiche in Europa, visse una delle sue età più gloriose: il merito principale fu del giovane architetto Gio Ponti che nel 1923 ne divenne direttore artestico per dieci anni.

Il suo talento, la sua passione per l'industria ma al tempo stesso per l'artigianato più raffinato ne fecero l'ideale rinnovatore delle ceramiche d'arte Richard Ginori.

Gio Ponti si occupò in prima persona di ogni aspetto della produzione: dal passaggio dalla prima idea, spesso presentata sotto forma di schizzo, al suo sviluppo, determinato di volta in volta dal concorrere di diversi fattori.
Realizzò nuovi colori come il blu Ponti, si occupava delle confezioni e delle etichette per i prezzi, inventa marchi e emblemi identificativi degli oggetti prodotti e dell'intera manifattura, progetta i padiglioni per le esposizioni, discute le cifre con cui gli oggetti devono essere messi in vendita, valutandone la commerciabilità. Ponti fù tra i primi a interessarsi anche dell'aspetto promozionale e di comunicazione.

Nelle ceramiche disegnate da Gio Ponti per la Manifattura di Doccia sono sempre presenti due aspetti fondamentali, tradizione e innovazione, un connubio che nei dieci anni di lavoro continuo e instancabile, hanno fatto di questa collaborazione un'esperienza straordinaria e irripetibile, non solo per i meravigliosi oggetti realizzati ma anche e soprattutto perché rappresenta il primo caso italiano di produzione artistica industriale


Potete ammirare il lavoro di Gio Ponti nella mostra "Gio Ponti e la Richard Ginori: una corrispondenza inedita" al Museo Marino Marini di Firenze dal 13 Giugno.
Una mostra che non sono presenta una scelta accurata di circa cinquata pezzi della collezione Gio Ponti del Museo di Doccia ma anche una selezione di lettere dell'architetto con schizzi, disegni e indicazioni per la produzione: spunti interessanti per capire il metodo di lavoro del grandissimo architetto.

Dal 13 Aprile al Museo Marino Marini di Firenze.
La mostra è a cura di Livia Frescobaldi Malenchini, Oliva Rucellai e Alberto Salvadori. La mostra, promossa dall'Associazione Amici di Doccia, in collaborazione con il Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia, è realizzata grazie all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con un contributo della Richard Ginori 1735, acquisita lo scorso anno da GUCCI e che proprio nel mese di giugno riaprirà il suo negozio storico di Firenze in via Rondinelli.

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