Facebook lancia
Graph Search

di Simone Cosimi 

L'annuncio del motore di ricerca sociale, ancora in fase Beta, direttamente da Mark Zuckerberg: le ricerche avverranno all'interno della piattaforma e le risposte arriveranno da persone, immagini, luoghi e preferenze della tua community

Simone Cosimi

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Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg

Un motore di ricerca. Sociale. Questo l'atteso annuncio arrivato ieri sera dall'ex enfant prodige M ark Zuckerberg, in cerca di strategie per dare ossigeno alle azioni del suo gruppo (che hanno comunque perso il 2% dopo l'annuncio, segno che forse non era ciò che ci si aspettava). Facebook sfida Google sul suo campo. E non solo: invita a duello anche tutti gli altri portali e piattaforme, da Tripadvisor a Linkedin passando per la miriade di siti specializzati in opinioni, domande&risposte, giudizi, immagini, recruiting e recensioni. Partendo sempre dall'inestimabile patrimonio in mano al genio di Harvard: e cioè il miliardo di utenti profilati, che hanno creato fra loro e di loro spontanea volontà una quantità assurda di connessioni. E dei quali, soprattutto, si conoscono almeno in parte gusti, pareri, preferenze, viaggi, luoghi frequentati e prodotti preferiti. Quello il bacino da cui pescare. Per la serie: inutile guardare fuori, tutto quello che vi serve è qui.

Si chiama Graph Search e da quel pozzo senza fondo che è Facebook attingerà informazioni specifiche e dettagliate. Il servizio è ancora in fase Beta, cioè di test, e comincerà a spostare il baricentro delle ricerche online dalle famose parole chiave, le keyword, alle espressioni linguistiche comuni. Insomma, sfruttando un approccio cosiddetto semantico. Adesso, se vorremo trovare il miglior ristorante indiano a Milano, sapremo dove e come cercare. Perché ce lo dirà la sterminata community, integrando appunto quel lavoro che già fanno - divisi ciascuno sul suo campo di specializzazione - diversi servizi disponibili. Stesso discorso per film, foto e qualsiasi altro contenuto, inclusi fidanzati e collaboratori.

Nel corso della presentazione a Manlo Park, in California, Zuckerberg c'è andato tuttavia molto cauto: Graph Search rischia infatti di cambiare non poco le dinamiche d'uso del social network più popolato del pianeta. Anzitutto per le questioni di privacy, che rischiano di esplodere definitivamente: da Facebook ribattono che tutti potranno ritirare le informazioni che non vogliono far apparire nei risultati delle ricerche. Rimane tuttavia la possibilità di poter effettuare richieste così dettagliate da far paura. Tipo cercare, per esempio, "chi assumere tra gli amici dei miei amici che apprezza Bersani e non Berlusconi?". Chiaro il discorso?

In fondo, la strada in cui Zuck si ostina a puntare è sempre quella e quanto è uscito dallo show di Manlo Park, alimentato come nemmeno gli appuntamenti della Apple di Steve Jobs, lo conferma: creare un recinto chiuso per gli utenti, dal quale non possano (perché non vogliono) scappare visto che neanche si accorgono di starci dentro. Insomma, un ecosistema Facebook nell'ecosistema Internet. La strada è quella. Persone, fotografie, luoghi e interessi: si parte da queste quattro categorie. E non è mica poco. Manca ancora un po' al lancio ufficiale ma se si vuole ci si può mettere in lista d'attesa.


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