Widad Tamimi racconta le donne nella normalità dei loro sentimenti

di Staff Casa 

«Il caffè delle donne» edito da Mondadori è il suo primo romanzo. Nell'intervista al social book magazine Libreriamo, l'autrice parla del suo passato, dei progetti per il futuro e di come la protagonista del libro abbia qualcosa di autobiografico


La copertina di "Il caffè delle donne" di Widad Tamimi

La copertina di "Il caffè delle donne" di Widad Tamimi

"Il caffè delle donne" è il primo romanzo della scrittrice emergente Widad Tamimi. Sono donne raccontate «nella normalità dei loro sentimenti, indipendentemente dal luogo geografico in cui sono cresciute e dalla cultura che guida le loro scelte quotidiane», come spiega l'autrice nell'intervista a Libreriamo, il social book magazine per la promozione dei libri e della lettura.

La vita di Widad Tamini è il risultato perfetto di una storia familiare controversa: il padre è un profugo palestinese fuggito dall'occupazione israeliana del 1967, mentre la madre proviene da una famiglia ebrea emigrata a New York durante la Seconda Guerra Mondiale. Lei ha scelto di essere cittadina del mondo e di indagare le diversità culturali che possono coesistere nelle persone.

La protagonista del libro, Qamar, deve fare i conti con le sue origini e il mondo occidentale dove è cresciuta. «Non è sullo scontro che ho voluto porre l'accento - dice Widad a Libreriamo, che ha recentemente intervistato anche il direttore di Style.it Margherita Pogliani - ma piuttosto sulla possibilità di un dialogo e di un incontro. Allo stesso tempo, però, questo è un processo complesso, che merita di non essere banalizzato. Per questo la protagonista attraversa più fasi: da bambina idealizza il mondo arabo, da ragazzina ci si scontra e nella vita adulta si riconcilia alle sue origini con una capacità di analisi maggiore».

Il suo approccio alla scrittura è avvenuto per gioco, partecipando a dei concorsi letterari inaspettatamente vinti. "ll caffè delle donne" è nato invece per superare una vicenda personale e poi la storia ha iniziato a camminare da sola … Per il futuro Widad ha già in mente altri progetti, anche se «per ora - dice a Libreriamo - rimango legata come ad un cordone ombelicale che mi attrae verso il medio oriente, ma mi piacerebbe, prima o poi, approfondire anche questioni più legate al paese dove ora vivo: la Slovenia e l'ex Yugoslavia». L'intervista continua qui.

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