Cuore Primitivo: De Carlo tra Inghilterra e Liguria

di Guy Pizzinelli 

L'istinto animale del cuore si incontra e scontra con la razionalità dell'intelletto nel nuovo romanzo "Cuore primitivo"

Guy Pizzinelli

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Cuore Primitivo è la storia di Craig Nolan, noto antropologo inglese e di Mara Abbiati, scultrice il cui soggetto sono i gatti in pietra. Attraverso i molti flashback il lettore rivive l'intensità dei loro primi momenti d'amore e di passione, sentimenti oramai consolidati ma anche un po' mutati perché la coppia è sposata da ben sette anni e solitamente risiede in Inghilterra. Il ritorno a Canciale, in Liguria, dove è nato il loro amore, è però per i protagonisti un obbligo e un piacere al tempo stesso.
Una mattina Craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo e ci cade attraverso, quasi rompendosi una gamba.
«La divertente immagine del tipico ricercatore intellettuale inglese che precipita dal tetto è legata a un episodio che mi è capitato davvero - commenta De Carlo - perché anche io ho vissuto in prima persona una caduta di questo tipo, per fortuna senza  danni».
I coniugi, alla disperata ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con Ivo, un costruttore con molte ombre nella vita. Nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente, l'equilibrio già precario di ognuno dei tre si rompe e fa emergere con violenza dubbi, contraddizioni, desideri fino a quel momento dormienti.

Lo stile del romanzo, edito ancora da Bompiani/RCS, è De Carlo DOC: giunto alla sua diciottesima prova letteraria, infatti, come già in Giro di vento, in Lei e lui e Villa Metaphora, Andrea De Carlo utilizza la sua tecnica di spostamento della prospettiva per raccontare, in capitoli alterni, le ragioni e i pensieri dei diversi protagonisti, dando voce ad ognuno di loro grazie ad un'approfondita indagine psicologica.
«Prima di cominciare a scrivere passo un lungo periodo di avvicinamento ai miei personaggi," rivela lo scrittore, «voglio capire chi sono come fossero persone vere e quando scrivo prendo le loro stesse sembianze. Craig, Mara e Ivo hanno un modo di sentire molto diverso e mi è piaciuto dovermi documentare sull'antropologia, le tecniche di scultura e la realtà quotidiana dei costruttori edili. Ognuno di loro ha volutamente un proprio linguaggio; per esempio Ivo non usa alcun congiuntivo».

De Carlo opta per una conclusione a metà fra il romanzo sentimentale puro e una svolta che molti lettori potrebbero considerare impossibile. Non sta solo nel finale, però, il significato del romanzo bensì nell'intero dipanarsi degli eventi.
La stesura di questo ultimo romanzo appare però un po' troppo figlia della fretta, generando una mole di pagine che se passate al setaccio lasciano pochi spazi alla riflessione.
La storia, in sé è semplice ma narrata con la capacità di uno scrittore come Andrea De Carlo che alterna registri diversi passando dal linguaggio scientifico - psicologico di Craig agli intensi sguardi e gesti di Mara fino ai dialoghi ridotti all'essenziale, non ricercati, linguisticamente fin troppo semplici di Ivo che sono la rappresentazione scritta dei protagonisti nel loro intimo.


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