Sul Serio: John McEnroe si racconta

di Guy Pizzinelli 

Dopo il successo di "Open" di Agassi, ecco la riedizione dell'autobiografia del più grande camione del tennis mondiale

Guy Pizzinelli

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È la seconda edizione italiana, questa. Quella americana ha infatti un altro titolo: "You cannot be serious". Titolo preso in diretta dalla vita vera, sul campo.
Per chi non lo sapesse era martedì 23 giugno 1981, Mac e Tom Gullikson erano in campo, sul campo 1, per un match di primo turno a Wimbledon, 1-1 nel primo set, 15-40 servizio McEnroe.

Mc era una fede, una trasgressione senza anagrafe, non potevi non guardarlo. Era SuperBrat, il supermoccioso, genio (molto) e sregolatezza (non di meno). Leggendari i suoi colpi, rasoiate o carezze. Altrettanto la sua irascibilità, le sfuriate contro arbitri, avversari, giudici di linea, a volte spettatori. Broncio perenne e la miccia dell'isteria sempre sul punto di prendere fuoco, per ogni ingiustizia vera o presunta. Come quando a Wimbledon urlò reiteratamente e a squarciagola il suo «You cannot be serious!» (Non puoi dire sul serio!) in faccia all'arbitro. O quando apostrofò i giudici di linea gridando: «Voi non siete umani!». O quando, interrompendo una partita, si rivolse a uno spettatore che lo infastidiva domandandogli: «Che problemi hai, a parte essere disoccupato, un cretino e un idiota?».
John McEnroe era sin da giovane cercava di andare contro l'estabilishment ingessato del tennis della propria epoca. Soprattutto con il comportamento. Che a Wimbledon trovava il suo stage preferito.

Fu uno dei primi ad avere contratti e sponsorizzazioni (anche con Nike), che è passato attraverso alcuni periodi di crisi tennistica (tanto da ritirarsi per qualche tempo per riprendere la "voglia" di giocare e per allenarsi meglio). Ha fatto uso di droghe, si sentiva molto solo e vuoto nella sua vita personale e nel circuito, anche se era al top delle classifiche. Solo dopo un matrimonio fallito con Tatum O'Neal e altre storie minori ha trovato una donna son la quale sentirsi finalmente "realizzato e felice".
"Nel corso della mia carriera sono passato da una cosa all'altra: il passo successivo era sempre dietro l'angolo. Lungo la strada ho raggiunto molti obiettivi: vincere il torneo universitario ncaa, vincere Wimbledon, gli U.S. Open, la Coppa Davis; ho cercato di emulare il mio eroe, Rod Laver, e ho realizzato molti dei miei sogni." ha dischiarato in un'intervista da Fabio Fazio, di recente. "Negli ultimi anni, però, ho riflettuto su chi ero, chi sono e chi voglio diventare. Sono fierissimo della mia carriera tennistica. Ho vinto 77 tornei di singolo e 78 di doppio: 155 tornei in totale, più di qualunque altro tennista professionista."

Arroganza e talento, genio e precisione, imprevedibilità e carattere.

Se avete letto il bellissimo "Open" di Agassi, allora Serious è un altro irrinunciabile must.
A chi gli ha chiesto: «Mc Enroe, ha deciso di scrivere la sua, dopo quella di Agassi?», lui ha risposto: «No, l'ho scritta prima, e poi la sua è una seduta psicanalitica, non un libro. Ho amato il mio sport. Lui lo odiava, se non erro. È tutto un altro punto di vista.»
Che vale la pena scoprire e amare.


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