Tutta la Luce che non Vediamo

di Guy Pizzinelli 

Catapultati nell'orrore della Seconda guerra mondiale, soli con se stessi e strappati agli affetti,  due ragazzini si incroceranno sotto le bombe in un commovento incontro

Guy Pizzinelli

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L'anno è il 1934, la città Parigi, e a Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, viene diagnosticata una malattia degenerativa: sarà cieca per il resto della vita.
Marie-Laure ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, nella casa vicino al mare.
Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l'eco delle onde che sbattono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà imparare a sopravvivere a un nuovo tipo di buio.

In quello stesso anno, molto lontano, in un orfanotrofio della Germania nazista vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti di fondamentale importanza per le tattiche di guerra, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all'accademia della Gioventù hitleriana, e poi partire in missione per localizzare i partigiani.
Sempre più conscio del costo in vite umane del suo operato, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce.

Tutta la Luce che non Vediamo di Anthony Doerr (Rizzoli) è un romanzo emozionante, poetico che in America ha avuto recensioni entusiaste: per il Washington Post, semplicemente uno dei libri più belli dell'anno. Commovente ma non gratuiotamente strappalacrime, scritto benissimo e perfettamente tradotto, si legge tutto d'un fiato.
Se inizialmente le storie dei due giovani protagonisti sembrano completamente separate, più si va avanti e più capiamo il disegno generale tracciato da Doerr. Il tutto è reso ancora più interessante dalla scelta narrativa dell'autore di dividere il romanzo in diverse parti spezzando ogni volta il filo narrativo e saltando in avanti o indietro nel tempo. E  questi ragazzi, travolti da una tragedia che non comprendono ed eroici loro malgrado, vi resteranno a lungo nella memoria.
Lirico, potente, malinconico, squarciato da improvvise speranze, il romanzo di Doerr è un ponte gettato oltre lo smarrimento che accomuna tutti, una delicata partitura che ci sussurra come, contro ogni avversità, viviamo alla ricerca di un gesto luminoso che ci avvicini agli altri.


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