Buchi neri e salti temporali: il libro che ha ispirato Interstellar

di Guy Pizzinelli 

Lo scienziato di fama internazionale che ci fa sognare viaggi interstellari, e nel tempo

Guy Pizzinelli

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Se avete amato Interstellar, il controverso film di Christopher Nolan, questo è un saggio che probabilmente dovreste leggere.
Tra tutti i libri che trattano della teoria della relatività in maniera divulgativa - ma in questo caso rigorosa - Buchi Neri e Salti Temporali di Thorne è uno dei pochi che espongono in maniera dettagliata la storia che portò a quella straordinaria scoperta. Si parte infatti da Einstein studente insoddisfatto della "vecchia" fisica, passando per Eddington, Wheeler, Oppenheimer, Feynman (solo per citarne alcuni) e alla fine Stephen Hawking (che ha curato anche l'introduzione al libro, edito da Castelvecchi).

Si tratta di una vera e propria cronaca storico-scientifica, spiegata in modo assolutamente dettagliato e comprensibile. Una storia dei progressi dell'astrofisica, attraverso un intero secolo di ricerche, successi e vicoli ciechi, per tentare di spiegare i misteri dello spazio e del tempo, la dinamica stellare, i buchi neri.
Una ricerca portata avanti quasi ininterrottamente, a parte il periodo degli anni 40, quando, a causa della guerra, molti scienziati di punta nel settore si dedicarono forzatamente al concepimento di armi (l'atomica).
Thorne è famoso per i suoi studi sulla possibilità di compiere viaggi interstellari, anche tra i cultori della fantascienza: ha più volte collaborato infatti con il mondo del cinema. Prima come consulente scientifico di Robert Zemeckis per il film Contact (in cui la scienziata Ellie Arroway, interpretata da Jodie Foster, riesce a viaggiare attraverso un tunnel spaziotemporale). Ha ovviamente collaborato con Nolan per il suo film.

Proprio Thorne è la mente dietro l'interferometro statunitense LIGO, che ha il suo corrispettivo italiano in VIRGO: lo scienziato è così convinto dell'esistenza delle increspature nello spazio-tempo che ha scommesso con Stephen Hawking che presto sarà possibile rilevarne la traccia.
«La nuova età dell'oro per lo studio dei buchi neri è contraddistinta dall'uso delle simulazioni numeriche e degli interferometri laser, osservatori progettati per rilevare le onde gravitazionali, che sono perturbazioni dello spazio tempo» spiega Thorne, che nel 1984 è stato tra i fondatori del Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), progetto che coinvolge gli scienziati del Caltech e del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.
Il libro, rigoroso ma accessibile, contiene un glossario, delle note di approfondimento, una cronologia sintetica e un'ampia bibliografia. Buchi neri e salti temporali non rappresenta soltanto il più importante testo di divulgazione sulla teoria dei buchi neri, ma una potente fonte di ispirazione dell'immaginario contemporaneo.


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