La Vita è un Ballo Fuori Tempo

di Guy Pizzinelli 

Il giornalista del Fatto Quotidiano esordisce come scrittore di narrativa, con molta ironia

Guy Pizzinelli

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La vita è un Ballo Fuori Tempo (Rizzoli) è il primo romanzo di Andrea Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano.
È una storia di personaggi poco in sintonia e sicnronia con il loro tempo, di una piccola rivoluzione che tutti attendono impazienti, ma che non parte dai giovani, ma dagli anziani. In un piccolo paesino.
In cui… Stevie scriveva di calcio su "La Patria", quotidiano locale filogovernativo in ragione del fatto che il direttore J. J. Cernia era uno dei consiglieri di fiducia del giovane Capo del Consiglio, Tullio Stelvio Bacarozzi. Stevie viveva insieme al labrador Clarabelle, cagna molto affettuosa. Sopra di lui abitava nonno Sandro, ex-staffetta partigiana quasi novantenne ma ancora "agile come Fred Astaire", il quale dopo una vita da operaio si era inventato insieme a tre arzilli coetanei suoi amici "una linea di videogiochi per la terza età" chiamata Cocoon. Il saggio nonno si dilettava in cucina e nel tempo libero tirava le freccette contro il muro, dove campeggiava il volto del premier.

L'autore è netto, verso la sua creazione. «Il protagonista Stevie - spiega Scanzi - è un giornalista di provincia 45enne che credeva di poter cambiare il mondo, ma che ha dimenticato gli ideali e si lascia vivere. Il nonno è molto più vitale di lui, ma per fare la rivoluzione a 90 anni, come vorrebbe, è forse un po' tardi. E poi c'è un ragazzo che incarna la speranza, uno stagista 25enne che crede nei sogni. Attorno, però, avverte il vuoto e quindi è fuori tempo anche lui».
Forse però anche per Stevie è arrivata l'ora di regolare i conti. Di opporsi. E di scrivere la più lunga e sincera lettera d'amore mai scritta. Un romanzo amaro e poetico, con qualche vino e tanto blues, costruito sull'intreccio di voci e storie che fanno da sfondo alla rivolta tutta privata di un eroe molto moderno mentre fuori la realtà morde, e fa male, sotto il velo consolatorio della commedia. La satira esilarante di un Paese inventato, le cui vicende sono fin troppo riconoscibili.
«Nel libro il Presidente del Consiglio, Bacarozzi, è ridicolo, caricaturale, fanfarone, celebrato da tutti i media. E poi c'è un ministro, la Bozzo, anche lei totalmente ridicola. Ecco, loro si chiamano così. E se poi a qualcuno verrà naturale pensare all'attuale presidente del Consiglio o al ministro delle Riforme, credo che la colpa non sia del libro, ma forse loro" conclude Scanzi, ironico come sempre.


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