Roma Vista Controvento, il tributo di Abbate alla città eterna

di Guy Pizzinelli 

Una Roma ritratta in modo insolito e da un altro punto di vista

Guy Pizzinelli

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Dopo Roma Guida non conformista alla città , Fulvio Abbate torna raccontarci il suo sguardo, ugualmente immune da ogni conformismo, sulla Città Eterna.
Roma Vista Controvento (Bompiani) ritrae la Roma sfregiata delle chiese vuote ma maestose, delle consolari piene di traffico, la Roma dei delitti senza risposta, la Roma dei condoni, dei palazzinari, dei maneggioni, della P2, delle stanze di Raffaello e delle stanze di Palazzo Grazioli.
Acido turismo e scanzonato costume s'intrecciuanio senza tregua in questo giro turistico che Fulvio Abbate compie, divertito e caustico, per i quartieri della capitale.
Sotto il  suo sguardo disincantato, ecco che passano Califano e Renato Zero, Sironi e Ontani, Ettore Scola, Mastroianni, Moana Pozzi e Cicciolina, Jacovitti e Gregoretti, Schifano e Flaiano, Ciccio e Franco e Patty Pravo ancora tanti altri, geni come Fellini e festaioli come il grande Elvio, vero protagonista di ogni evento mondano. Manca solo Gep Gambardella, o forse no, c'è anche lui.

È solo grazie a loro che questa città ritrova la sua felicità, ci dice Abbate, loro sono l'avanguardia di un popolo che non si arrende alla noia e alle truffe, al grigiore perbenista.
Il suo libro ci ricorda che esiste una Roma intrisa di privilegi e di protezioni, è la Roma neo-fascista, borghese, la Roma che arraffa, imbroglia, schiaccia, dove quelli che contano si conoscono e si proteggono. Spesso è persino la Roma intellettuale dei salotti di sinistra, dove la cultura è il biglietto da esibire per un posto comodo, una tartina al caviale, una raccomandazione.
Luoghi protagonisti di questo viaggio sono tra gli altri: il cannone del Gianicolo, il nastro trasportatore bagagli dell'aeroporto "Leonardo da Vinci", i sanpietrini, i negozi di arredi liturgici e indumenti  religiosi, la storica casa di Alberto Sordi sull'Appia Antica, il baccalà, i luoghi di Pasolini, via Margutta, i cinegiornali dell'Istituto Luce, il balcone di Palazzo Venezia, il ristorante "Cencio La Parolaccia", il Cimitero Acattolico al Testaccio, i souvenir al Vaticano, la pizza bianca con la mortazza e le pizzerie al taglio, Venditti - De Gregori - Baglioni,  la Garbatella e tanto altro.
Un viaggio inaspettato, anticonformista, che lascia spazio a tutti e nessuno con l'occhio critico e il cuore ferito di chi Roma la ama e non la sopporta, di chi ne nota bellezza e degrado, benessere e degrado


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