Perché non Esiste il Mondo?

di Guy Pizzinelli 

Il filosofo tedesco del Nuovo Realismo e la sua personale visione del Mondo

Guy Pizzinelli

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«La vita, l'universo e tutto il resto… probabilmente in più di un'occasione, ognuno di noi si sarà domandato che cosa significhi tutto questo.»
Così Markus Gabriel ci introduce a Perché non Esiste il Mondo, un saggio edito da Bompiani con un obiettivo ben chiaro: elaborare il principio fondamentale di una nuova filosofia «che ha come punto di partenza l'affermazione che il mondo non esiste».
Il titolo del libro è originale, ma anche piuttosto spiazzante. Aggiungiamo che l'innovazione teorica, la "specialità" di Markus Gabriel, filosofo tedesco classe 1980 (e fondatore del Nuovo Realismo, la teoria secondo cui «possiamo conoscere le cose in sé come sono realmente, perché queste non appartengono a un solo campo di senso, ma restituiscono la pluralità del reale), si chiama ontologia dei campi di senso, e un certo timore potrebbe sopravvenire. Ma sarebbe fuori luogo. Il libro è chiaro: spiega punto per punto i passaggi logico-filosofici con diversi esempi, dalle mele al cane di casa alle serie tv, e nelle ultime pagine c'è un glossario di aiuto.
Spiega l'autore: «Il Mondo non esiste perché non c'è un campo di senso che possa includere tutti i fenomeni. Le cose ci appaiono in quanto collegate tra di loro in dei legami, logici, discorsivi, fattuali. Ma un "campo di senso" che possa tenere insieme gli unicorni e la struttura molecolare delle piante non c'è. La metafisica dell'Occidente è cominciata, come molte cose, in Italia, con Parmenide. Lui pensava che ci fosse un tutto che poteva contenere tutti i fenomeni. Lo chiamava l'Essere, io lo chiamo Mondo. Ecco, nego l'esistenza di un essere che comprende tutto. Se ho ragione allora tutta la storia della filosofia va riscritta. Come tutti i tedeschi dico che tutti i miei predecessori avevano torto, e che bisogna rifare tutto.»
L'esistenza non si riduce dunque secondo Gabriel agli oggetti naturali, ma viene a comprendere un catalogo più rigoglioso dell'enciclopedia cinese di Borges, fatto di unicorni, fate, tasse, notizie giornalistiche e così via.
Il libro che Bompiani presenta al lettore italiano è stato un best-seller in Germania, Francia, Olanda, Spagna, e non è difficile prevedere lo stesso esito in Italia, il paese in cui ha preso avvio il dibattito sul nuovo realismo.


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