Il Design, visto da Trabucco

di Guy Pizzinelli 

Dal Fuori Salone di Milano ai grandi edifici dei maggiori architetti m ondiali, il Design è la parola chiave per lo stile e l'estetica funzionale

Guy Pizzinelli

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Discendente della nobile arte dell'architettura e dalla meno prestigiosa tradizione manifatturiera, il design ha dato corso alla sua natura di figlio ribelle, febbrilmente votato all'innovazione.
Francesco Trabucco, che lo pratica e lo insegna, ed è in materia un'autorità internazionale, proprio dal carattere sfuggente del design riesce a ricavare il suo identikit. Il lavoro di design infatti attribuisce nuove qualità estetiche ad artefatti materiali o digitali già esistenti, ne inventa di nuovi, allestisce nuovi scenari d'uso per le merci. Un po' artigiano, un po' artista che risponde alle logiche e alle strategie di impresa, il designer oggi è un creativo e un imprenditore allo stesso tempo.

Proprio come il colore, un buon grado di design risalta quasi dappertutto, e questo spiega perché l'attenzione per la progettazione estetico-funzionale è così diffusa, anzi pervasiva e trasversale.
L'architetto Francesco Trabucco, che è anche designer e insegna al Politecnico di Milano, si è divertito così a scrivere il suo libro-manuale "Design" (Bollati Boringhieri), in cui spiega con passione e verve di come si diventa designer e perché, così facendo, si può cambiare il mondo.
Il vero scopo del libro, in un universo già saturo d'immagini e parole, rivela l'autore «è  il tentativo di fare un po' di ordine. Ho cercato di farlo evitando i più diffusi tranelli che ho incontrato per strada: non ho rincorso l'attualità del "cosa è oggi il design", né la nostalgia del "design che c'era una volta" anche per non finire nelle tante agiografie dei Maestri.»  

Continua Trabucco: «Ho evitato il linguaggio accademico, senza rinunciare a citare le fonti d'ispirazione e suggestione. Insomma, ho voluto scrivere un libro leggibile per molti su un tema molto contemporaneo. In un mondo dove tutto è design, ma anche il design è tutto. È come se, accantonate definitivamente le euforie del postmoderno e del lusso, il design torni a essere solo e semplicemente progetto. Nel frattempo però siamo diventati una società diffusamente progettante, dove il design tende a essere un mestiere, una pratica di massa»
Un saggio semplice, veloce, ma interessantissimo.


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