Nei Luoghi Oscuri: il thriller di Gillian Flynn

di Guy Pizzinelli 

Torna in libreria il romanzo che ha ispirato il thriller con Charlize Theron

Guy Pizzinelli

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Rilanciato dalla recente uscita del film interpretato da Charlize Theron, torna in libreria Nei Luoghi Oscuri, di Gillian Flynn, l'autrice de L'amore Bugiardo (Gone Girl).
Protagonista stavolta è Libby una ragazza di pessimo carattere, con qualcosa di cinico e meschino in lei: una sorta di lato oscuro di cui lei stessa ammette l'esistenza e con cui è costretta a fare i conti.
Libby aveva sette anni quando sua madre e le sue sorelle furono uccise in un rito satanico. Fu lei ad accusare suo fratello Ben di essere stato l'autore della strage. Ventiquattro anni dopo Ben è in carcere e Libby vive alle spalle delle associazioni di beneficenza che le hanno inviato donazioni per tutti quegli anni.
A cambiare le carte in tavola sarà il Kill Club, una società segreta di "feticisti del crimine", i cui soci sono convinti dell'innocenza di Ben e rintracciano Libby perché lo scagioni. I membri del gruppo le insinuano il dubbio di essere stata manipolata e Libby è infastidita da quei pagliacci fanatici che ficcano il naso nella sua memoria. Ma i soldi che le offrono per tornare a scavare nel suo passato e cercare il vero colpevole della strage le servono. Così Libby inizia una dolorosa ricerca attraverso la quale, a poco a poco, i ricordi riaffiorano da quei luoghi della mente che fino a ora aveva volutamente oscurato.

La protagonista non è una facile con cui simpatizzare: è scontrosa, meschina e opportunista, ma ci ricordiamo sempre che è l'unica superstite di una strage che ha visto morire sua madre e le sue due sorelle
Il continuo alternarsi dei punti di vista e dei piani temporali tra passato e presente in maniera perfettamente collegata è il vero punto di forza del romanzo, che è  ben scritto e architettato, anche se in alcuni punti un po' prolisso.
L'elemento giallo sta proprio nella ricerca del disvelamento finale, del brivido psicologico nella ridiscussione dell'assassino condannato, Ben Day, che forse ha davvero ucciso tutti, o forse è innocente: il lettore, assieme a Libby, alterna questi pensieri per l'intero corso del romanzo.

Flynn prolunga l'attesa più che può, usando tre focalizzazioni diverse: quella di Libby, nel presente narrativo, che racconta in prima persona e porta avanti l'indagine, alla quale si avvicendano invece i capitoli in terza persona dove seguiamo le azioni di Ben Day e, separatamente, della madre Patti, nelle 24 ore che precedono gli omicidi.
Un ottimo thriller, incalzante, in cui ancora una volta Gillian Flynn mette in scena un  suspense e personaggi ambigui, analizzando nel profondo la morbosità della gente verso i casi di cronaca.


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