Cosmo: per Michael Onfray la natura è l'unica religione

di Guy Pizzinelli 

Il nuovo libro dell'intellettuale francese che propone una visione rivoluzionaria della vita naturale

Guy Pizzinelli

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Michel Onfray è uno dei più noti intellettuali francesi, autore di decine di opere a carattere filosofico, tra le quali il celebre Trattato di Ateologia (2005) e una Controstoria della filosofia (Ponte alle Grazie); un pensatore ateo che ora torna in libreria con "Cosmo" primo volume di una  trilogia in corso, intitolata "Breve enciclopedia del mondo".

Onfray ritiene che la filosofia non possa esistere senza l'ausilio apportato dalle scienze naturali, dalla psicoanalisi e dalla sociologia, in una coniugazione del sapere scientifico con quello filosofico. Secondo lui, un filosofo pensa in modo coerente solo se dispone di adeguati strumenti del sapere, altrimenti le sue analisi si collocano al di fuori della realtà. Grazie ad un linguaggio ricco e fluente, Onfray divulga efficacemente le sue teorie nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche; come propagatore della filosofia, anche emittenti di stampo conservatore lo invitano sovente, perché egli ricopre il ruolo di "ateo di servizio" (athée de service, secondo una definizione da lui coniata).

Cosmo, edito in Italia da Ponte alle Grazie, propone al lettore una visione rivoluzionaria della vita naturale, che interroga la natura lì dove essa più vivacemente si agita e freme, trascinando nel suo movimento ogni cosa: l'atomo come elemento primordiale presente in tutto ciò che esiste, il nematode che parassita le sue prede spingendole al suicidio; l'anguilla che percorre migliaia di chilometri - dalle acque dolci dei fiumi fino alle più vertiginose profondità oceaniche - solo per riprodursi e poi morire; l'Homo sapiens, ovviamente, questo discendente della scimmia che crede di dominare ciò che in realtà lo domina, di essere libero di scegliere ciò che in verità lo determina; su fino alle meccaniche celesti, alle immani energie cosmiche, ai movimenti delle costellazioni, ai ritmi lunari e solari, all'alternanza delle stagioni da cui traggono origine le culture e le religioni, cristianesimo incluso (con buona pace dei seguaci del Libro monoteista).
Ogni cosa dunque è animata da quella pulsione cieca e insopprimibile che Aristotele chiama l'arte di perseverare nel proprio essere. Michel Onfray dice la sua parola definitiva intorno ai fondamenti di un'etica senza morale, di un'ateologia pragmatica, empirista, sensualista, utilitarista, libertaria, di una vita filosofica che consista nel volere ciò che la vita vuole, e non ciò che la nega.


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