Gocce di Veleno: un romanzo contro la violenza sulle donne

di Guy Pizzinelli 

Cosa si nasconde dietro a un amore violento? Perché una donna rimane assieme a un uomo geloso e violento che la maltratta e la terrorizza?

Guy Pizzinelli

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Mai come in questo periodo s'impone subito sull'attualità di cronache drammatiche un romanzo, quello di Valeria Benatti: Gocce di Veleno (Giunti).
Un romanzo che tenta una risposta a un problema sociale e a un disagio vissuto da tantissime donne: la violenza del partner. Un disagio che ha segnato anche la vita di Valeria. E che spiega perché è così difficile uscire da una relazione malata, e cosa rende una donna succube di un compagno violento e geloso.
Un tema attuale, dicevamo, perché riguarda tutti coloro che amano, sia donne che uomini. E che fa riflettere sulle dinamiche delle relazioni personali, su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sulle insidie dell'amore malato

Il libro è il resoconto di una donna libera, ma vittima, autonoma, colta e determinata, ma succube di un uomo narciso e manipolatore che la ferisce nel corpo e nell'anima, la soffoca, ne annienta la personalità. 
Claudia ha 36 anni, è single, fa la editor in una casa editrice. Manfredi è più anziano di lei separato, con due figli della stessa età di Claudia.
È «colto, carismatico, sfuggente» scrive l'autrice. S'incontrano a un evento e finiscono subito a letto. Da qui, Manfredi diventerà il suo carceriere, ma anche la sua ossessione.
Sì, perché arrivano prepotente la gelosia, le minacce. Che si fanno sempre più pericolose, ma che lei nega a se stessa anche quando l'aguzzino (definito Barbablù) le fa scorrere la lama di un coltello sulla pancia e sulle parti intime. Tanto che, dopo tre anni di questo calvario, Claudia non resiste più. Quelle che ha assunto per mille giorni sono infatti Gocce di Veleno, che l'hanno distrutta e hanno azzerato ogni sua sicurezza. 
Fino a quando Claudia decide di dire basta a questa relazione terribile, e di chiedere aiuto, per scavare nel proprio passato e capire cosa l'abbia resa schiava di un compagno violento. Lo farà con l'aiuto di un centro antiviolenza, compiendo un lungo percorso di consapevolezza e analisi, fino a riuscire a liberarsi da Barbablù e a fuggire. 

Il racconto di Valeria Benatti è forte, angosciante, spietato e non nasconde nulla, inclusi i dettagli più intimi e violenti della relazione tra Claudia e il suo aguzzino.
Il libro si legge d'un fiato, perché la violenza - non importa se esplicita o psicologica -  non smette mai e l'angoscia cresce pagina dopo pagina e un grande merito della narrazione è proprio la naturalezza con cui la Benatti riesce a coinvolgerci nella sua storia.
Valeria Benatti è veronese, voce storica di Rtl 102.5, giornalista e scrittrice, e del  suo libro sottolinea: «Un uomo che ti ama, ti sostiene, incoraggia, valorizza, aiuta. Se questa storia è successa a me che ho cultura, autonomia e notorietà, può davvero succedere a tutte. Uscirne si può, certo, ma le amiche da sole non bastano. Occorre rivolgersi agli esperti dei centri antiviolenza e cercare un sostegno psicologico e materiale.»


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