Facebook diventa (ancora più) grande

di Martina Pennisi 

Ieri pomeriggio, ora locale, Mark Zuckerberg ha depositato la documentazione necessaria allo sbarco in borsa di Facebook

Martina Pennisi

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Mark Zuckerberg (28 anni) creatore di Facebook.

(Foto GettyImages)

Mark Zuckerberg (28 anni) creatore di Facebook.

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Ieri pomeriggio, alle 23 e qualcosa ora italiana, Mark Zuckerberg ha depositato la documentazione necessaria allo sbarco in borsa di Facebook. A otto anni dalla sua nascita e con un esercito di 845 milioni di utenti, dunque, il social network per eccellenza si mette nelle mani e nelle palette degli azionisti.

Le compra-vendita delle quote inizierà nel mese di maggio e l'offerta iniziale, l'Ipo di cui si sente tanto parlare, è di 5 miliardi di dollari. Il valore complessivo che quotidianamente garantiamo a Facebook a colpi di tag, Mi piace e aggiornamenti di stato dovrebbe essere compreso fra i 75 e i 100 miliardi. E se volete farvi un'idea di quanto pesa il portafoglio di Zuckerberg, sappiate che possiede il 28% della società.

La creatura del 28enne in felpa e ciabatte ha rastrellato nel 2011 3,7 miliardi di dollari, rispetto ai 1,97 miliardi dell'anno precedente. Cifre che vengono snocciolate per la prima volta proprio in virtù dello sbarco a Wall Street: da ora in poi tutto dovrà essere trasparente e noi utenti, vero valore aggiunto della gallina dalle uova d'oro californiana, saremo maggiormente tutelati dal punto di vista della privacy e dello sfruttamento dei nostri dati a fini pubblicitari, segmento che porta nelle tasche di Zuck l'85% dei ricavi. Le cifre snocciolate in queste ore potrebbero far pensare il contrario, ma si è trattato di una scelta obbligata e non auspicata. La legge statunitense impone la gitarella a Wall Street quando si superano i 500 soci privati e, come Google nel 2004, Facebook deve per forza di cose diventare grande e prestare attenzione alle indicazioni del mercato.

Zuckerberg, che dal 2013 percepirà un compenso simbolico annuale di un dollaro, ha ripetuto il mantra ''non produciamo servizi per fare soldi; facciamo soldi per realizzare servizi migliori" e promesso (a se stesso?) di proseguire su questa linea. Saranno i prossimi mesi, e anni, a dire come questa svolta inciderà sui nostri profili e se Facebook diventerà un più ampio ecosistema composto anche da altri prodotti e servizi.

Si pensi, per fare ancora una volta il paragone con Google, a come l'azienda madre del motore di ricerca abbia allargato la sua area di competenza al settore smartphone con il sistema operativo Android e l'acquisto di Motorola. E', appunto, presto per chiedersi se Facebook agirà nello stesso modo. Sicuramente a livello di tempi le cose stanno andando nel migliore dei modi: il social network blu si tuffa dal trampolino più alto, mentre i rivali - Twitter o Google+ - stanno ancora dando un volto alla loro struttura, e sfoggia una leadership praticamente inattaccabile. E il merito è tutto nostro.

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