Giovanni Alessi Anghini:
«Gli oggetti devono mostrare l'anima»

di Giulia Lina Callegari  

Giulia Lina Callegari

Giulia Lina Callegari

ContributorScopri di piùLeggi tutti

<<>0
1/

Conosco Giovanni Alessi Anghini da tanto tempo, per questo mi viene più facile farmi invitare a cena fuori, per essere sicura che l'intervista sia professionale quanto basta.

Parlo con un designer industriale (il suo Pop-Up è nella collezione permantente del museo Chicago Athenaeum), un componente della numerorissima famiglia Alessi, ma soprattutto un giovane che ha le idee chiare sul concetto di design e il suo legame con il fenomeno del consumo.

Giovanni, partiamo dal cognome, Alessi è una delle piu grandi aziende del design che esistono, per te questo nome e una responsabilità? «Intanto devo precisare che io non sono un designer. La mia è una ricerca sui comportamenti… Un conto è occuparsi di estetica, un conto è progettare. Io cerco, attraverso la ricerca sui comportamenti, una visione sul fenomeno del costume, del consumo e dell'interazione con un dato oggetto, diciamo che mi concentro proprio sull'esperienza - così l'oggetto diventa una componente del mio lavoro».

Chiedo venia per averlo chiamato designer e mi rendo conto che posso buttare via il foglio con le domande, perché Giovanni è un fiume in piena, mi tiene incollata alla sedia per due due ore fitte di quella che alla fine mi sembra quasi una teoria filosofica.

«Per esempio, quando vedo mio zio Alberto [ndr l'amministratore delegato di Alessi] io vedo uno dei più grandi progettisti che ci sono. Lui è davvero concentrato sulla comprensione profonda dell'oggetto, del modo nel quale interagiamo con esso e più in generale sul suo ruolo sociale. La progettazione di qualsiasi cosa che ha come anima la comprensione di questo ruolo sociale secondo me è corretta… Oggi le aziende chiedono al marketing ricerche sulla forma, sul colore e solo dopo cominciano il progetto -  e i numeri sui quali si basano sono descrittivi del passato, forse del presente, ma sono ben lungi dall'intuire il futuro».

Secondo te oggi le aziende sanno fare innovazione? «Oggi per fortuna sempre di più! Una volta gli oggetti venivano progettati in base alla loro obsolescenza, non indagavano a fondo l'esperienza.  Le aziende erano tradizionalmente concentrate sul design come strumento di marketing e non di contenuto... Mentre secondo me un oggetto riuscito esplora atteggiamenti e rituali, ed è sintetico nel senso che mostra la sua anima, tocca delle corde rispetto a un dato argomento che non erano state toccata prima. Allora è filosoficamente riuscito - poi certo deve vendere, e importante».

Ma allora è piu difficile la teoria, queste riflessioni  - o la pratica, il disegno? «La teoria è difficile lavorala, è impegnativa  e richiede pazienza. Io ho scelto per esempio un percorso formativo un po' particolare… Non mi convinceva la formazione meccanica e con lo 'stampino' delle scuole che ho frequentato - dovevo costruirmi un percorso diverso, di pratica, e misurarmi con questo mestiere prima da solo e al di fuori di Alessi».

Vorrei chiedergli delle lampadine, di AlessiLux per Foreverlamp, della ciotola Moom ispirata ai codici materni, del Pop Up che è un apribottiglie quasi magico … Tutti oggetti progettati da lui! Oppure delle sue esperienze da Stefano Giovannoni, Vitra e Philips Asia. Ma mi rendo conto che il tempo e lo spazio stanno per finire.

Non c'e' bisogno che faccia la domanda, Giovanni chiude il cerchio: «Io sono molto fiero del cognome che porto, del lavoro che la mia famiglia ha fatto e fa oggi nel mondo del design industriale. E nel futuro… Credo che mi piacerebbe continuare a confrontarmi con persone che hanno seguito la propria passione, che mettono impegno e serietà in quello che fanno. Per questo frequento gente che è molto più intelligente di me, e ce ne sono tanti! Per misurarmi, confrontarmi e lavorare tanto».


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it
 

DA STYLE.IT

  • Cucina

    Aperitivo con i bambini

    Cibo semplice nel gusto e colorato nella veste. Per un happy hour versione junior!

  • Casa

    A tavola tutti composti: almeno a Natale!

    Accademia Italiana del Galateo ha stilato 9 regole d’oro da seguire durante i pranzi e le cene di ...

  • Casa

    Dove comprare bellissime fodere per cuscini senza muoversi dal proprio letto!

    L'autunno è arrivato e lo passerete attaccate alla vostra coperta di Linus? È tempo allora di ...

  • Viaggi

    Fabriano, la città della carta

    Una mostra suggestiva e altri cinque luoghi da visitare nella bellissima città marchigiana