Guerra a funghi e insetti

di Giancarlo  Montalbetti 

Tempo di trattamenti preventivi per funghi e insetti e alcune note sul Rhyncospermum jasminoides (meglio conosciuto come falso gelsomino)

Giancarlo  Montalbetti

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Foto: Corbis

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Nonostante questo freddo che pare non voglia mollare, il giardinaggio - come attività svolta sia a livello professionale sia hobbistico - non conosce pause. Ora che le nostre amate piante sono in una sorta di letargo o "dormienza" è il momento di pensare alla prevenzione delle fitopatologie che potrebbero insorgere quando riprenderanno l'attività.

Una panacea contro funghi e insetti, la poltiglia bordoles: la poltiglia bordolese (solfato di rame e calce sapientemente dosati con aggiunta d'acqua e di propoli) è un antico rimedio utilizzato in agricoltura e nella gestione del verde ornamentale per contrastare la maggior parte della patologie fungine e il formarsi di colonie di insetti dannose alle colture (una su tutte la cocciniglia).
Per l'approvvigionamento recatevi presso il vostro garden center di fiducia. La poltiglia solitamente è preconfezionata e, seguendo le istruzioni, sarete in grado di riempire il vostro nebulizzatore portatile con le dosi consigliate. La propoli è da acquistare a parte e, indicativamente,  risulterà essere un due/tre per cento del vostro composto.
Prima di procedere all'applicazione eliminate dalle vostre piante o arbusti le parti morte, secche, utilizzando una spazzola rigida. Io ne consiglierei una di plastica  piuttosto che  di ferro che, anche se più efficace, è difficile da maneggiare se abbiamo la mano un po' "pesante".
A questo punto irrorate abbondantemente tutte le piante, arbusti, rose che avete sul balcone o sul terrazzo. Cercate di farlo consultando prima le previsioni del tempo: infatti, in caso di pioggia, per sicurezza dovete ripetere il trattamento entro ventiquattro ore.
Fate due o tre trattamenti da adesso ed entro fine febbraio, così da garantire alle vostre piante forza e salute per tutta la bella stagione.

La concimazione: importante in questo periodo è fornire alle piante elementi per favorirne il metabolismo e la radicazione. In commercio si trovano concimi naturali ternari, ovvero contenenti tre elementi principali in questa sequenza: azoto (espresso con N), fosforo (P) e potassio (K), associati a dei numeri. Esempio: 5/10/5, ovvero 5% Azoto, 10% Fosforo e 5% Potassio.
Adesso bisogna concimare con un ternario a rilascio lento che abbia maggioranza di Fosforo e che favorisca quanto espresso in premessa al paragrafo.
Attenetevi per le quantità a quanto indicato sulla confezione acquistata o che avete già in casa (in questo caso, fate attenzione alla data di scadenza del prodotto).

Alcune note sul Rhyncospermum jasminoides o falso gelsomino: presente in quasi tutti i balconi e terrazzi (perlomeno nel Centro e Nord Italia) in questo periodo può assumere una colorazione delle foglie che tende a un rosso molto carico. Non preoccupatevi, perché ciò è dovuto al freddo e non appena arriverà la bella stagione, da marzo o aprile, tenderà a riprendere la colorazione verde abituale per prepararsi poi alla conseguente fioritura.
Una tecnica, assai discussa e controversa, perlomeno da quanto vedo e seguo sui vari blog e forum presenti su Internet e che io consiglio di utilizzare per piante di Rhyncospermum esclusivamente coltivate in vaso, è quella della cosiddetta "bonsaizzazione" (termine brutto, ma che rende efficacemente il tipo di operazione da effettuare). A due anni dall'acquisto e dalla messa in vaso la pianta tenderà a produrre più legno di quante siano le foglie. Questo è dovuto alla situazione innaturale in cui si trova la pianta, ovvero lo spazio per le radici nel vaso a un certo punto risulta insufficiente (è facile accorgersene perché l'acqua d'irrigazione percola con sempre più difficoltà). È il momento d'intervenire utilizzando un coltello seghettato abbastanza grande e cominciare a tagliare a circa un centimetro dal bordo del vaso in profondità per tutto il perimetro al fine di forzare, tagliandole in cima, il rinnovamento delle radici. In questo modo, la pianta producendo nuove radici aumenta anche la produzione fogliare.
Procedere successivamente a una concimazione a lenta cessione, come consigliato in precedenza.

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