Peugeot 208
la prova su strada

di Francesca Cibrario 

Dalla prova passerella, alla prova parcheggio, passando per la prova del suono e quella del suono. Ecco come si è comportata la nuova Peugeot 208 nel corso del nostro speciale test drive

Francesca Cibrario

Francesca Cibrario

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Essere bella ed essere facile: una donna chiede alla sua auto, quello che l'uomo (medio) vorrebbe da lei. Questi, ma anche tanti altri, sono i parametri che abbiamo cercato di verificare nella nuovissima Peugeot 208, che abbiamo provato nel corso di un piovoso weekend milanese.

La prova facile facile
Non è semplice realizzare un'automobile facile da usare. Perché è questione di piccoli dettagli e cose giuste messe nel punto giusto. Infatti, ci sono auto che, come gli smartphone di ultima generazione, hanno migliaia di funzioni che per lo più non si sanno utilizzare senza una laura in ingegneria. Invece, appena ti siedi sulla nuova Peugeot 208 ti senti a casa. Tutto è al posto giusto, dove serve e dove ti aspetti che sia. E, in più, ci sono degli "aiutini" per renderti la vita più facile, come i sensori per la cintura di sicurezza che ti ricordano di non dimenticarla, ma lo fanno senza spaccarti i timpani. Oppure come le piccole frecce e numerini che, di tanto in tanto, compaiono sul quadro comandi e ti segnalano che, per cortesia, è meglio se cambi marcia.

Proprio il quadro strumenti è una delle cose che, se studiata bene, rende la vita più facile. Quello della 208 è posizionato più in alto del normale, così che tutte le informazioni che ci servono sono sempre di fronte a noi e chiaramente leggibili.

Punta forte sulla comodità anche il navigatore satellitare, che è touchscreen con schermo da 7 pollici e risoluzione di 800x480 pixel. E include anche lettore CD, computer di bordo, presa USB. Tutte le operazioni diventano così più veloci e ci si distrae il meno possibile dalla guida. Anche in questo caso, è al posto giusto: a portata di mano e all'altezza dello sguardo. Inoltre, una volta attivato il navigatore, le indicazioni di guida vengono riproposte, in versione ridotta, anche sul quadro comandi. Dritto di fronte agli occhi.

La prova parcheggio
Un'attività quotidiana che - non potendola evitare - vorremmo almeno fosse più facile è il parcheggio. La 208 ha un'ottima visibilità posteriore e ha dimostrato una grande maneggevolezza, grazie alle dimensioni ridotte e ottimizzate rispetto alla 207, certo, ma soprattutto grazie alla sua "arma segreta": il volante. Ci farete caso subito, appena entrate in auto: è più piccolo del normale per agevolare le manovre.

La prova della spesa
Nonostante la 208 sia più piccola della 207, gli ingegneri sono riusciti a sfruttare meglio lo spazio al suo interno. L'abitacolo è spazioso, anche quando ci si siede dietro nel modello a tre porte (c'è anche la versione cinque porte). Ma è ancora più indietro, e cioè nel bagagliaio, che la 208 stupisce: la capienza è cresciuta di 15 litri, arrivando a 311 totali, cioè di più grande della maggior parte delle concorrenti. Inoltre, al suo interno si trovano divisori per separare gli oggetti ed evitare di danneggiare quelli più fragili. Insomma, niente limiti strutturali ai vostri acquisti né ai vostri viaggi.

La prova del suono
Sia in città a basse velocità, sia in campagna, dove abbiamo steso maggiormente il collo del piede, non abbiamo mai notato particolari rumori e vibrazioni e abbiamo potuto goderci indisturbati la nostra musica preferita.

La prova del suolo
… superata anche questa. Il sistema di ammortizzazione è progettato benissimo: le sospensioni non sono né troppo rigide né troppo molleggiate. C'è capitato, be' almeno un paio di volte, di non accorgerci di dossi ben mimetizzati in strade che non avevamo mai battuto. Per fortuna anche la 208 quasi non se ne è accorta e li a superati senza spaccarci la schiena, né farci sbattere la testa sul tetto. Ma, del resto, la stessa auto ha affrontato terreni ben più accidentati percorrendo più di 14mila chilometri da Milano a Ulan Bator, nel corso dell'ultima edizione del Mongol Rally.

La prova dell'acqua
Anche la pioggia, così noiosa quando scende nel weekend, non ha dato alcun disturbo alla vettura, stabile e precisa anche in questa situazione. La visibilità poi è sempre stata perfetta grazie ai tergicristalli asimmetrici che consentono di pulire interamente l'ampia superficie dei parabrezza.

Inoltre, appena salite a bordo siamo state inconsciamente influenzate da un pregiudizio: sapendo di guidare la prima auto del suo segmento a ottenere 5 stelle, il massimo, nella scala Euro NCAP che misura la sicurezza dei veicoli, ci siamo sentite automaticamente più sicure.

La prova passerella
L'altra cosa che noi donne cerchiamo in un'auto è la bellezza, dicevamo. Il gusto estetico, si sa, è soggettivo, eppure è innegabile che la 208 con i suoi occhioni felini e le curve sinuose non passa inosservata. La sinuosità delle linee si ritrova all'interno, nel quadro comandi, nel cruscotto, e nelle fantasie dei sedili. Quella che abbiamo guidato oltretutto era nella colorazione "Blu belle île" e ha fatto girare più di una testa.

La prova della Terra
Bella, ma anche brava, perché 208 è attenta anche all'ambiente: grazie alla riduzione della massa, al miglioramento dell'aerodinamica e all'introduzione dei 3 cilindri benzina di nuova generazione e diesel della serie e-HDi Peugeot con questo modelli taglia un nuovo traguardo in fatto di prestazioni di CO2.

Non solo: nella progettazione della 208 sono stati utilizzati il 25% in più di "materiali verdi" sui 170 kg di polimeri (esclusa la gomma) presenti sul veicolo. Per esempio il paraurti posteriore è stato realizzato interamente in materiali riciclati e, solo questo, permetterà di risparmiare 1600 tonnellate di petrolio l'anno.

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