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23.07.2009

Maurice Roucel: «Abbandonati alla luce dell'arancia amara»

Quando nasce, l'amore ha un'aura agrumata, ci rivela il famoso maestro profumiere che con la sua ultima creatura ha deciso di catturarla

di Valentina Caiani

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Quale storia racconta In the mood for love Gianfranco Ferré, la sua nuova fatica?
«Ho considerato quelle che per me sono le tre fasi fondamentali dell'innamoramento: l'emozione della prima volta in cui vedi quella data persona; il momento in cui senti che state diventando più intimi; infine, la conquista, la passione e l'amore, che potrebbe anche essere amore per sempre».
 
Come è riuscito a tradurre in profumo questa emozione così intima e potente?
«La prima fase, seduttiva e vissuta nell'aura della pura percezione, è bene illustrata da ingredienti brillanti, radiosi, solari come il limone, l'arancia amara, la magnolia e la rosa.
Il secondo step, più serio, lo racconto principalmente attraverso i fiori. Su tutti, i fiori d'arancio, molto italiani, mediterranei, ma anche simbolo di benvenuto, di amore e felicità e... nuziali, of course!
Quindi, la rosa: romantica, femminile, associata più di ogni altro fiore all'idea del dono.
La terza fase è passionale e duratura. Si illustra bene attraverso i legni, come il sandalo, il muschio, l'ambra».

Un po' come i tre livelli di un profumo...
«Esatto: testa, cuore, fondo».

In the mood for love è creato per la maison Gianfranco Ferré. Ispirato anche dalla sua storia?
«Ho percepito lo stile Ferré. Molto elegante, femminile, pura, contemporanea, la moda Gianfranco Ferré appare semplice ma non semplicistica».

Qual è secondo lei la regola aurea per essere un buon naso?
«Avere naso nel senso più letterale del termine. Non si scappa dalla predisposizione fisiologica. Il che vale per la creatività. Creativi si nasce.
Poi, bisogna avere qualcosa da esprimere. E occorre imparare. Anzi, occorre la pazienza di darsi il tempo di imparare.
Sì, serve tanta pazienza all'interno di uno sforzo costante.
Essere un buon naso non è diverso dall'essere un campione sportivo, un atleta in cerca di una medaglia d'oro».

Che tipo di donna la ispira oggi?
«Da quando lavoro, ormai circa 30 anni, mi hanno sempre parlato di donne bellissime, ricche, eleganti, sane, di successo... Non mi è mai capitato di dover pensare a una bruttina, che non ha figli o famiglia, e magari nemmeno un lavoro... Non posso dire che sia questo il tipo di donna che mi ispira, ma mi piacerebbe creare qualcosa proprio per lei. Qualcosa che le migliorasse la vita.
Vorrei poter dimostrare che tutti i tipi di donna possono essere d'ispirazione».

Ha mai avuto un'icona?
«Mai avuta: non so essere groupie. Amo il genere femminile. Punto».

Donne e profumi: dos and dont's
«Sono di mente aperta e penso che ognuno possa fare quello che vuole in questo senso. Perché quello che ti piace oggi, può non piacerti domani. Quello che funziona in un Paese, non va in un altro. Piuttosto, così come nell'arte, la regola è rompere le regole. Se non ne hai il coraggio, non puoi essere creativo. Unico limite: seguire il tuo piacere nel rispetto... del naso altrui».

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