
23.07.2009
Maurice Roucel:
«L'indimenticabile seduzione del muschio selvatico»
Il servizio continua
«Ne ho diverse. Tra i fiori, amo il Narciso perché è il più erotico in termini puramente olfattivi. Tra i legni, il Sandalo, più o meno per lo stesso motivo: ha qualcosa di avvolgente, di caldo, di carnale, qualcosa che senti a pelle.
Però, dopo che presso Chanel ho avuto la possibilità di sperimentare il Muschio selvatico (ndr: da almeno un secolo il muschio è usato soprattutto in forma sintetica) ammetto che è questo il materiale grezzo più sensuale che esista. Poi mi piace tutto quello che è ambrato. Sempre per il suo sex appeal.
Questi materiali naturali rispecchiano la mia percezione del profumo come di qualcosa di sensuale, avvolgente, confortevole».
Prima memoria olfattiva...
«Risale a quando avevo due anni. Sono nato a Cherbourg, in Francia e ricordo l'odore della spiaggia, del mare, mescolato a quello delle patate fritte e dei solari di quei tempi...
Il primo profumo che ricordo, parlo di quando avevo 5-6 anni, invece, è quello di mia nonna: Soir de Paris by Bourjois... Bourjois con una J come nella parola joie come recitava la pubblicità alla radio!
Il primo ricordo profumato che, invece, si lega direttamente alla mia esperienza personale è del 1965: con la mia prima paghetta e a forza di risparmi sono riuscito a comprarmi Eau Sauvage di Christian Dior. Lo adoravo, e concordavano anche le ragazze con cui uscivo! Mentre ci baciavamo mormoravano "Oh, you smell so good".
Quello infine che per primo si lega al mio lavoro è datato 1973 quando Chanel stava lanciando il No. 19. Nulla sapevo in termini di arte del profumo ma mentre questo evaporava io ho percepito chiaramente la sensazione di un diamante e della luce che si rifletteva su tutte le sue facce mentre girava su se stesso».

















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