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23.07.2009

Maurice Roucel
«Un profumo si fa meglio in due. Come l'amore»

Nel laboratorio d'autore, dove la creazione ha il ritmo di un match di tennis (o di un concepimento pieno d'amore) e l'ispirazione può nascere anche a tavola. Da un bicchiere di vino da collezione, per esempio    di Valentina Caiani

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Nella sua creatività, osserva qualche particolare routine, magari scaramantica? «Oh, no. Seguo il vento. E non so mai da dove mi verrà l'ispirazione. Può essere un libro, un paesaggio, una donna, un piatto, un vino particolare. Qualsiasi cosa funge da pretesto creativo.
La cosa che apprezzo di più, però, è lavorare con qualcuno che condivida la stessa passione ed esperienza. Come in una partita a tennis: te la godi di più con un partner che non ti annoia. E' bello condividere un processo creativo. Il profumo è come un bimbo: si fa in due, ha bisogno di due genitori».

Immagino viaggi molto per il suo lavoro... ha un personale buen retiro?
«Il mio laboratorio, se posso chiamarlo così.
Più che un laboratorio è un'officina d'arte nei cui spazi aperti e sui cui tavoli ho sparso tutte le mie formule, le mie ricerche, e bottiglie, campioni, cartine assorbenti, etc...

Disrodinato come buen retiro!
«Ho un approccio visivo. Per questo mi piace avere sempre una panoramica sul mio lavoro. Non potrei lavorare concentrato su un tavolo solo: se dovessi tenere qualcosa in un cassetto, sarebbe morta per me.
Quello che giace fuori dal mio campo visivo, sta fuori anche dalla mia mente».

Quale scenario per il futuro della sua arte?
«La profumeria è come la moda: ciclica. Quello che è permesso oggi, è fuori moda domani. Tutto ritorna dopo un po', in una diversa forma, aggiornato alle nuove materie prime del momento.
E poi, come nella moda, ogni persona è unica, anche se condivide con altre una tendenza. Di una cosa sono sicuro: non mi piace l'idea di una stessa divisa per tutti».

Il profumo è lo specchio di...
«Del mood del giorno, se non dell'ora, di una donna.
Ma dice molto anche della sua mente, del suo carattere, del suo gusto, della sua educazione, delle sue aspirazioni, del suo senso estetico...».

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