
14.10.2009
Maurizio Silvi: «Ognuna è diva con occhi da Moulin Rouge»
Ha tagliato una a una le ciglia di Nicole (Kidman) e per truccare si ispira anche ai dipinti dell'Ottocento. Un artista del maquillage si racconta, tra consigli vintage e segreti contemporanei
di C.L.
Da Il Nome della Rosa di Jean Jacques Annaud a Romeo+Juliet di Baz Luhrmann, Maurizio Silvi è stato make up artist di numerose importanti pellicole. Nel 2002 con Moulin Rouge ha collezionato la vittoria del Hollywood Makeup Artist and Hair Stylist Guild Award, la candidatura agli Oscar e la nomination ai Bafta awards. L'abbiamo incontrato a Roma all'inaugurazione della mostra Make me up a star, omaggio ai grandi truccatori cinematografici italiani (fino al 18 ottobre al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese).
Qual è il volto più bello che ha truccato?
«Quello di Nicole Kidman»
Come si "entra" nell'epoca narrata da un film in costume?
«Dipende da come il regista intende caratterizzare il film. In Moulin Rouge, ad esempio, la preparazione è stata prevalentemente visiva. Baz Luhrmann mi ha mostrato delle immagini, idee tra cui scegliere, quadri come quelli di Degas, Toulouse-Lautrec, Modigliani e Picasso. Ma sono stato libero di proporre e alla fine ha prevalso l'istintività artistica.
Come in Romeo + Giulietta: Baz Luhrmann voleva un film moderno e io l'ho fatto. "Grazie a te ho capito l'importanza del make-up" mi ha detto alla fine della lavorazione».
Che segreto si può rubare a una diva da utilizzare nel trucco di tutti i giorni?
«Scegliere il giusto colore di fondotinta è fondamentale. E le ciglia: sul set, a Nicole Kidman le ho tagliate una a una!».
Come ha iniziato e cosa consiglia a chi vuole intraprendere la sua professione?
«Ho cominciato nel laboratorio di Manlio Rocchetti, dove sono stato per tre anni, imparando ad arricciare barbe e baffi finti.
Poi per altri tre anni ho lavorato come volontario sui set di alcuni film. A chi vuole imparare consiglio proprio questo, di proporsi volontario».
Qual è il feticcio, il dettaglio make up di cui non può fare a meno?
«Un eyeliner in boccetta di YSL, come non se ne fanno più. Moulin Rouge è tutto un eyeliner».
Qual è il volto più bello che ha truccato?
«Quello di Nicole Kidman»
Come si "entra" nell'epoca narrata da un film in costume?
«Dipende da come il regista intende caratterizzare il film. In Moulin Rouge, ad esempio, la preparazione è stata prevalentemente visiva. Baz Luhrmann mi ha mostrato delle immagini, idee tra cui scegliere, quadri come quelli di Degas, Toulouse-Lautrec, Modigliani e Picasso. Ma sono stato libero di proporre e alla fine ha prevalso l'istintività artistica.
Come in Romeo + Giulietta: Baz Luhrmann voleva un film moderno e io l'ho fatto. "Grazie a te ho capito l'importanza del make-up" mi ha detto alla fine della lavorazione».
Che segreto si può rubare a una diva da utilizzare nel trucco di tutti i giorni?
«Scegliere il giusto colore di fondotinta è fondamentale. E le ciglia: sul set, a Nicole Kidman le ho tagliate una a una!».
Come ha iniziato e cosa consiglia a chi vuole intraprendere la sua professione?
«Ho cominciato nel laboratorio di Manlio Rocchetti, dove sono stato per tre anni, imparando ad arricciare barbe e baffi finti.
Poi per altri tre anni ho lavorato come volontario sui set di alcuni film. A chi vuole imparare consiglio proprio questo, di proporsi volontario».
Qual è il feticcio, il dettaglio make up di cui non può fare a meno?
«Un eyeliner in boccetta di YSL, come non se ne fanno più. Moulin Rouge è tutto un eyeliner».

















commenti 1 commento
Per vederlo pubblicato controlla la tua casella email e segui le istruzioni.