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La dieta acqua

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Acqua: quanta ne occorre

A differenza delle scorte di grasso che abbiamo come riserva da utilizzare in caso di necessità, nessuno può contare su una quantità di liquido sufficiente per farci andare avanti a lungo senza bere. Una carenza del 3% di acqua determina la cosiddetta soglia di disidratazione, mentre se si sale al 4-5% si evidenziano disturbi come mal di testa, irritabilità, stanchezza, vertigini, crampi e aumento della frequenza cardiaca. Intorno all'8-10%, invece, si va incontro al colpo di calore.


27.06.2008

Quanta acqua negli alimenti?

Durante la cottura il contenuto di acqua dei singoli alimenti può subire variazioni. Ecco come

a cura di Samantha Biale, nutrizionista

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TAGS: acqua, cibi
- La pasta e il riso, per esempio, con la cottura aumentano sempre di 6-7 volte il loro contenuto iniziale di acqua, passando dall' 11-12% al 74%.
- Per le patate, invece, è determinante il tipo di cottura scelto: se bollite aumentano leggermente la percentuale di acqua rispetto al crudo (da 78,5% passa a 80%) ma la perdono se vengono cotte arrosto (65%) o fritte (55,5%).
- Per il pane le differenze sono minime ma, volendo un pane con un più alto tasso di umidità è meglio scegliere le pezzatura grandi rispetto alle comune michette, molto più asciutte e croccanti perché, essendo, piccole la cottura ne fa evaporare rapidamente la maggior parte di l'acqua.
- La carne e il pesce, a prescindere dal tipo di cottura, perdono sempre un po' di acqua per effetto dell'uscita dei liquidi causata dal calore. Stessa cosa vale per i formaggi: più sono stagionati e meno acqua possiedono. Il grana, per esempio, ne ha solo il 31,5%, a differenza di un formaggio freschissimo come la ricotta che arriva addirittura al 75%.

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