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Filippo Magnini


10.04.2006

Nuoto: tre campioni suggeriscono

La dieta del professionista, ma anche di chi si allena con costanza? Mediterranea. L'allenamento? Variato e di media intensità. Meglio se mattutino.

di Valentina Caiani

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Filippo Magnini, Tania Cagnotto, Alessandra Cappa. Rispettivamente doppia medaglia in stile libero (d'oro in staffetta e dpargento individuale) ai mondiali di Shanghai, oro tuffi a Madrid 2004 e bronzo a Stoccolma 2006 e primato italiano all time dorso. Li abbiamo incontrati. e ci siamo fatte lasciare qualche utile consiglio su come riuscire a fare 'bella figura' in piscina.

Se doveste "esportare" qualcosa del vostro allenamento per quello di dilettante, cosa scegliereste?
FILIPPO MAGNINI: <<I nostri sono allenamenti molto pesanti. Probabilmente la cosa più "esportabile" è la prima parte, quella di riscaldamento, cioé i primi 2000 metri di nuoto "sciolto" per scaldare i muscoli. Questo sport, poi, non si esaurisce nell'allenamento in acqua: fuori dalla piscina, prima e dopo, vanno sempre eseguiti esercizi di stretching e di riscaldamento dei muscoli (a prevenzione di eventuali strappi).>>

TANIA CAGNOTTO: <<Per un dilettante salverei l'allenamento in palestra: stretching, esercizi per addominali, gambe, braccia e poi le prove dei tuffi dentro l'imbragatura elastica. Quest'ultima, forse non è un supporto facile da trovare, ma è acrobatica e divertente.
In acqua, poi, i tuffi devono sempre essere progressivi. Con una preparazione funzionale all'altezza. Si parte con 1 metro, poi con il tempo (mesi e anni) si passa ai 3, ai 5, e infine, ma questo solo per gli atleti professionisti, super esperti, ai 10.>>

ALESSANDRA CAPPA: <<Di certo, non la durata e l'intensità: sono convinta che, per un non-professionista, uno sforzo sostenuto e prolungato sia più dannoso che utile. Quindi, proporrei un 30 minuti di nuoto, fatti seguendo il proprio ritmo naturale e alternando un po' tutti gli stili. E poi sono importanti gli esercizi di riscaldamento: mai saltarli, in qualsiasi stile poi si nuoti, perché lo "strappo" è sempre dietro l'angolo, può capitare. Dunque, largo spazio a  circonduzioni ed esercizi con gli elastici.>>

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