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Tan Wenling Monfardini

Tan Wenling Monfardini, 36 anni, cinese, in forza nella nazionale azzurra di tennis da tavolo


07.03.2008

Tan Wenling Monfardini:
«Il ping pong è come l'acqua»

A tratti è fluido e morbido a tratti duro e veloce. Per vincere bisogna sapersi adattare. Parola di Tan, occhi a mandorla e cuore tricolore, che giocherà per l'Italia a Pechino

di Alberto Grandi

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Che ci fa una cinese nella squadra italiana di tennis da tavolo alle Olimpiadi di Pechino? Gareggia per noi, ovviamente. Nata in Cina nel '72 a Huan, Tan Wenling Monfardini ci rimane fino al '97, anno in cui decide di prendersi una vacanza e visitare il Belpaese. Durante la vacanza incontra un ragazzo italiano di cui si innamora, che sposa e da cui ha una figlia, Gaia, che oggi ha sette anni. Tan si trasferisce in Italia. Aiuta il marito nella sua professione, quella dell'apicoltore, e dato che sa giocare bene a tennis da tavolo, o ping pong, (ha vinto il primo posto a squadre nei campionati europei del 2003 e il terzo nel 2005 e nel 2007 e si è classificata seoconda nei giochi del Mediterraneo nel 2005), entra nella nostra squadra. A Pechino giocherà contro i suoi connazionali. È proprio il caso di dire: amore batte onor patrio 11 a 0.

Come sarà giocare in Cina, il suo paese, per un altro, l'Italia?
«Sento che giocherò per entrambi i paesi. Per l'Italia, dove ho incontrato l'amore, e per la Cina, dove sono nata e cresciuta. Gioco a ping pong perché mi piace e a certi livelli, più che il patriottismo, conta appunto la passione, il talento che hai per uno sport».

Segue una dieta particolare per preparasi alle olimpiadi?
«Mangio tanta verdura e poi alterno carne e pesce».

In che modo il ping pong ha cambiato il suo carattere?
«Mi ha resa più morbida. Mutevole. In partita, in certi momenti devo essere dura, in altri più fluida e giocare in difesa. Insomma, devo essere come l'acqua, sapermi adattare alle varie forme del gioco».

Fa un altro sport nel tempo libero?
«No, sono una donna impegnata. Quando smetto di giocare, devo fare la mamma, la moglie e aiutare mio marito che è apicoltore».

Secondo lei, a chi è più adatto il ping pong?
«A tutti! Anche i bambini e gli anziani. Mia figlia, a 7 anni, gioca di già».

Che differenza c'è tra i campioni cinesi e quelli italiani?
«Gli italiani si distraggono più facilmente. Qui da voi, un atleta, in allenamento, ha tanti pensieri nella testa, il più grande riguarda la famiglia. Invece in Cina riusciamo a concentrarci e a isolarci di più da tutto il resto».

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