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21.03.2006

«Mai letto Sesso e sentimento di Califano?»

Continuiamo a parlare di libri e letture con Niccolò Fabi. Ad esempio, qual è la sua storia d'amore preferita? E un romanzo di cui si è inaspettatamente innamorato?

di Valentina Caiani

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Il libro che parla meglio dell'amore?
«Domanda difficile. Forse Proust, Un amore di Swann. Non so...».

E una scena molto sensuale?
«Così su due piedi... mi viene in mente solo Sesso e sentimento di Franco Califano [ride]. Giuro che esiste questa pubblicazione dall'aneddotica...».

Un libro sottovalutato e poi incredibilmente amato
«Mi sono avvicinato a I Miserabili pensando che sarebbe stata una noia spettacolare e che lo avrei chiuso dopo dieci pagine. Ho iniziato il tomo voluminoso e ci ho messo pochissimo. Anzi, mi ha spinto a comprare altro di V. Hugo. L'uomo che ride, ad esempio, è diventato negli anni uno dei libri che più ho sentito e sento vicino».

Un libro da cui ti attendevi molto e invece ti ha deluso
«L'insostenibile leggerezza dell'essere. Era il primo libro di Kundera di cui avessi sentito parlare, complice anche un tormentone di Roberto D'Agostino nel programma tv Quelli della notte, ma a Kundera mi sono avvicinato per altre vie. Sono partito da La vita è altrove, che mi ha molto colpito, poi ho letto un altro paio di sue opere, quando alla fine sono arrivato a L'insostenibile... Sarà che avevo maturato un altro percorso, ma non ho avuto l'impatto bruciante che mi aspettavo.

Stessa cosa con Le braci di Márai Sándor. E' sicuramente un bel dialogo tra persone anziane ma non ha regalato le sensazioni che mi aspettavo dalla grande presentazione che me ne avevano fatto».

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