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05.03.2007

Design anonimo, un successo

Le idee e gli oggetti d'uso comune vincono la battaglia del tempo. E finalmente trovano spazio non solo nelle nostre case ma anche in un libro. Di Rosa Chiesa

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Tanto anonimi quanto insostituibili. Riempiono il nostro quotidiano come presenze silenziose ma guai a sostituirli con nuove versioni: dalla moka al cono gelato, alla sedia di Chiavari passando dal Borsalino alla Tuta.
Tolto il brand, dimenticato il designer e cancellata la patina glamourous che spesso avvolge gli oggetti di design, resta solo la loro anima più autentica: solo la forza dell'idea sottesa al progetto. Nascono dal perfetto equilibrio tra la risposta funzionale e la scelta formale e sembrano non avere età, premiati dal tempo e dall'uso comune.
Sono i protagonisti del nuovo libro curato da Alberto Bassi, critico e docente di Storia del design all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), che appartengono all'immaginario collettivo "universale" e affollano con ostinazione le case e la vita degli italiani, risolvendo problemi quotidiani. Si tratta di oggetti "usa e getta", di pentole a pressione, di fiammiferi, di taniche, di forbici ma anche di utilissimi post it e pennarelli tratto pen. Se ne contano più di settanta tra le pagine del volume, prima raccolta sistematica italiana sul tema del design anonimo che spazia dall'età preindustriale ai giorni nostri.
Dal 6 marzo in libreria, ecco dunque analizzata l'affezione istintiva che proviamo per certi oggetti, nata dalla familiarità e dal loro uso ripetuto nel tempo. Ecco svelate le generalità, la storia di prodotti cui non rinunceremmo mai, che ci vengono restituiti in tutta lo loro complessità ma che non perderanno per questo il fascino del loro essere understated.


Design Anonimo in Italia
Oggetti comuni e progetto incognito
di Alberto Bassi
edito da Mondadori Electa

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