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Hai mai partecipato a un House Concert?
29.03.2007
Il concerto? È di moda organizzarlo in salotto
Arriva anche in Italia il fenomeno degli House Concert, serate private con musicisti che si esibiscono in versione unplugged. Di fronte a pochi ospiti selezionati dal padrone di casa...
di Alice Politi
Negli Stati Uniti è una tendenza diffusa da anni, in Europa e in Italia sta iniziando a farsi strada adesso. Quella degli House Concert, veri e propri concerti live unplugged organizzati in abitazioni private, è il nuovo cultural trend che ribalta la filosofia dello square and share, l'abitudine a incontrarsi, fare gruppo nelle piazze e negli spazi aperti. Si riscopre, in pratica, la voglia di nesting, di "intimità". E non solo per i momenti di aggregazione legati alla sfera personale, ma anche, come in questo caso, per quelli di dominio pubblico.
A differenza delle esibizioni in teatri o club, l'house concert è infatti per pochi intimi e si svolge in una casa privata. Il proprietario, detto "presenter", mette a disposizione il giardino, la mansarda o semplicemente il salotto, impegnandosi a invitare gli ospiti e preparare un buffet.
Il pubblico è composto da poche decine di persone selezionate, che versano un contributo per coprire le spese vive di organizzazione e rimborsare il musicista. Gli inviti sono riservati: si contatta il presenter e si chiedono informazioni sulla serata e sulla possibilità di assistere all'esibizione, fissata in genere di venerdì o sabato, tra le 20 e le 23.
«L'obiettivo è quello di creare un circuito che si aggiunge ai modi tradizionali di promuovere la musica», spiega Claudio Ripoli, fra i primi promotori di House Concert in Italia. «A volte, per certi artisti è l'unico modo per farsi conoscere. Basti pensare che negli Stati Uniti metà delle date dei giovani talenti si svolge in un HC. Essendo diventato un fenomeno di moda, ora anche grandi gruppi o rockstar si esibiscono in serate private, spesso segrete e riservatissime. Anche Sting, di recente, ha suonato nella sua residenza toscana per uno sparuto numero di invitati!».
Gli artisti-performer che si esibiscono nei salotti spaziano da un genere all'altro. «Negli house concert si ascolta jazz, folk, trip-hop... ma sempre in versione "acustica", priva cioè di amplificatore, così da evitare problemi con i vicini», precisa Ripoli.
Per diffondere anche in Italia la cultura degli House Concert è nato il sito www.salottolive.com. «L'intenzione è quella di dar vita a un network che raccolga, da un lato, gli ospitanti e, dall'altro, gli artisti che voglio farsi conoscere», aggiunge Ripoli. «Uno strumento per incontrarsi e anche pianificare eventi di promozione per giovani talenti emergenti. Ovviamente, senza alcuna speculazione da parte del presenter. Perché al centro di tutto, si sa, ci sono sempre e solo la musica e l'artista».
A differenza delle esibizioni in teatri o club, l'house concert è infatti per pochi intimi e si svolge in una casa privata. Il proprietario, detto "presenter", mette a disposizione il giardino, la mansarda o semplicemente il salotto, impegnandosi a invitare gli ospiti e preparare un buffet.
Il pubblico è composto da poche decine di persone selezionate, che versano un contributo per coprire le spese vive di organizzazione e rimborsare il musicista. Gli inviti sono riservati: si contatta il presenter e si chiedono informazioni sulla serata e sulla possibilità di assistere all'esibizione, fissata in genere di venerdì o sabato, tra le 20 e le 23.
«L'obiettivo è quello di creare un circuito che si aggiunge ai modi tradizionali di promuovere la musica», spiega Claudio Ripoli, fra i primi promotori di House Concert in Italia. «A volte, per certi artisti è l'unico modo per farsi conoscere. Basti pensare che negli Stati Uniti metà delle date dei giovani talenti si svolge in un HC. Essendo diventato un fenomeno di moda, ora anche grandi gruppi o rockstar si esibiscono in serate private, spesso segrete e riservatissime. Anche Sting, di recente, ha suonato nella sua residenza toscana per uno sparuto numero di invitati!».
Gli artisti-performer che si esibiscono nei salotti spaziano da un genere all'altro. «Negli house concert si ascolta jazz, folk, trip-hop... ma sempre in versione "acustica", priva cioè di amplificatore, così da evitare problemi con i vicini», precisa Ripoli.
Per diffondere anche in Italia la cultura degli House Concert è nato il sito www.salottolive.com. «L'intenzione è quella di dar vita a un network che raccolga, da un lato, gli ospitanti e, dall'altro, gli artisti che voglio farsi conoscere», aggiunge Ripoli. «Uno strumento per incontrarsi e anche pianificare eventi di promozione per giovani talenti emergenti. Ovviamente, senza alcuna speculazione da parte del presenter. Perché al centro di tutto, si sa, ci sono sempre e solo la musica e l'artista».




















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