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Breve storia di lunghi tradimenti

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13.04.2007

Libri / Thriller
T. Avoledo: Breve storia di lunghi tradimenti

Tra Fantozzi e Il codice da Vinci. Il romanzo di Avoledo è una satira (amarissima) sul lavoro aziendale ai tempi di Internet e anche un thriller sui poteri occulti dietro le nostre vite

di Alberto Grandi

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Autore: Tullio Avoledo
Titolo: Breve storia di lunghi tradimenti
Editore:
Edizioni Einaudi
Prezzo: 16,50 euro

La trama (senza nulla svelare) - Giulio Rovedo è consulente legale in una baca del nord-est che viene fusa con un gruppo bancario più grande. Nella sua vita - lavorativa e non - piomba il nuovo responsabile del personale, Cecilia Mazzi, donna attraente e carismatica che decide di aprire un call center nel Sugaiguntun, una sperduta regione indonesiana. Dietro le manovre di assetto aziendale, Giulio sospetta un disegno più grande e pericoloso.

Incipit - «"Bravo. Apra gli occhi, adesso. Vede che il primo passo l'ha fatto? E il primo passo, si sa, è il più importante. Noi siamo amici, sa? Qualunque cosa le abbiano detto..."»

La frase -
«Non chiamarmi capo. Potrei prenderlo per sarcasmo. E di questi tempi non mi fa ridere».

Perché leggerlo
- Questo libro descrive un nuovo, interessante tipo di Fantozzi, non più condannato a smaltire pile di carte alla scrivania, ma notebook-dipendente perché oggi tutte le informazioni (pubbliche e private e... segrete) viaggiano attraverso la fibra ottica. Un Fantozzi che non siede più in ufficio perché nell'era dell'offshoring e della delocalizzazione la mano d'opera è composta da un pugno di aborigeni di una sperduta località asiatica pagati a basso costo per sedere a un call center. Il consulente legale Giulio Rovedo è un Fantozzi in crisi d'identità professionale (ed esistenziale). La sua vecchia banca si è trasformata in una specie di succursale di un qualcosa che potrebbe essere il nulla come un impero occulto che smuove silenziosamente interessi economici potenti come uno tsunami di banconote. E qui il romanzo di Avoledo, da satira sul lavoro aziendale, si trasforma in un thriller fantapolitico, anzi, fantaziendale (esiste questo genere?).
Tutto da leggere.

Dentro ci troverai - Una figura di «bella e stronza» memorabile, Cecilia Mazzi, la responsabile del personale della banca. Una che, alla sua prima riunione con i dirigenti, «non si è seduta né ha invitato gli altri a farlo. Ha chiuso la porta. Staccato il telefono. È andata a piazzarsi davanti alla finestra, in modo che se gli altri tre vogliono guardarla abbiano il sole in faccia».

Leggilo se ti piacciono - Il codice da Vinci, Il pendolo di Foucault, i romanzi di Philip K. Dick e il serial tv Lost.

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