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Li Ang

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18.04.2007

Li Ang: «Quando gli uomini si prostituiranno alle donne...»

... allora si potrà parlare di emancipazione. A colloquio con l'autrice di La moglie del macellaio, esponente di spicco del movimento femminista cinese
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di Alberto Grandi

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Li Ang, taiwanese, nata nel 1952, è una esponente di spicco del movimento femminista cinese. La fama è arrivata insieme allo scandalo, con la pubblicazione del suo romanzo più conosciuto, La moglie del macellaio, da pochi giorni uscito anche in Italia. Il romanzo ha suscitato reazioni opposte per le vivide descrizioni di sesso e crudeltà.
Abbiamo incontrato Li Ang alla presentazione del suo libro, a Milano.

Le donne occidentali sono più emancipate di quelle asiatiche?
«Non penso. Oggi con i nuovi mezzi di comunicazione, in particolare Internet, possiamo parlare di una globalizzazione della realtà anche per quanto riguarda l'emancipazione femminile. Quindi possono esserci donne asiatiche emancipate come donne occidentali sottomesse».

Dal suo breve giro in Italia, che idea si è fatta delle donne italiane?
«Prima di venire qui, pensavo che fossero tutte sexy e formose come Sophia Loren, di cui a Taiwan ho visto molti film, poi mi sono ricreduta. Penso comunque che le mamme italiane siano simili alle mamme taiwanesi, per esempio sono entrambe ottime cuoche».

Qui da noi è scoppiato un caso giudiziario, Vallettopoli. Uno dei capi di accusa riguarda lo sfruttamento della prostituzione che coinvolge soubrette e uomini potenti. Cosa ne pensa di una donna che per diventare famosa vende il proprio corpo?
«Penso che sia più un sintomo del cambiare dei tempi che un fenomeno riguardante l'emancipazione femminile. Molte ragazze, le cui madri ieri lottavano per l'indipendenza individuale e i diritti fondamentali, oggi hanno come obiettivo condurre una vita piacevole e sposare un uomo ricco».

Ségolène Royale candidato in Francia, Hillary Clinton in America, Angela Merkel, primo ministro tedesco. Le donne in politica stanno vivendo un buon periodo, secondo lei?
«Non penso proprio. Abbiamo citato casi davvero eclatanti. Ma di tutti i 190 paesi del mondo quanti hanno presidenti donne? Forse una decina».

Quale potrebbe essere un nuovo segnale di parità fra i sessi?

«La presenza degli uomini sul mercato della prostituzione, per una clientela femminile».

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