VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Cristiano Ceccato

Cristiano Ceccato


19.12.2007

Cristiano Ceccato: «La casa del futuro sarà come il web»

Ovvero, flessibile, ipertestuale e in grado di illuminarsi migliorando il tuo umore nei giorni i cui sei triste. Parola di architetto informatico

di Alberto Grandi

VOTA [ 12345 ] (4 voti)
Milanese, 39 anni, Cristiano Ceccato (figlio del noto direttore d'orchestra Aldo Ceccato) vive a Los Angeles dove è direttore del dipartimento di ricerca della Gehry Technologies, società di architettura famosa per la progettazione di edifici rivoluzionari come il Guggenheim Museum di Bilbao. Ceccato è un architetto che, avvalendosi di software aerospaziali, progetta e simula al computer soluzioni abitative. A Milano, in questi giorni, è ospite alla Mediateca per il ciclo di conferenze Meet the Media Guru.

Come sarà la casa del futuro?
«Flessibile. In grado di adeguarsi allo stato d'animo di chi la abita grazie all'utilizzo di nuovi materiali e dei giochi di luce. Penso a una casa che, in una giornata in cui sono depresso, sia in grado di migliorare il mio umore rendendo l'ambiente più luminoso».

Internet ha influenzato il mestiere dell'architetto?
«Moltissimo. Oggi pensiamo alle case non più come ambienti lineari dove ogni stanza è separata dalle altre, ma riconfigurabili, in grado di cambiare forma e ridistribuire gli spazi a seconda delle nostre esigenze. Proprio come un ipertesto».

Quali altre caratteristiche avrà la casa del futuro?
«Sarà informatizzata così potrò interagire con le stanze e i mobili. Il frigorifero mi dirà cosa manca sulla lista della spesa. E avrà più rispetto per l'ambiente grazie a un più accorto sfruttamento delle energie».

Milano tra 10-15 anni non sarà più la stessa, tenendo conto dei progetti in cantiere: la città della moda nell'area Garibaldi-Repubblica come il rilancio della zona Fiera. Della Milano del futuro cosa ne pensa?
«Sono state fatte le scelte giuste. Prendiamo le torri in progetto per la zona Fiera: hanno senso in una città pianeggiante come Milano. I grattacieli diventeranno un punto di riferimento per abbracciarla con lo sguardo, darle una dimensione. Quello che manca è una rete di trasporti al passo con i tempi. La Milano di domani rischia di essere vittima del traffico e della disorganizzazione come quella di oggi».

Il New York Times, in un articolo recente, ha definito l'Italia il Paese più depresso d'Europa. Lei che vive a Los Angeles cosa ne pensa?
«Non sono d'accordo. Gli americani saranno meno depressi, ma sono più schiavizzati da un sistema di lavoro spietato. Gli italiani sono più sognatori e con la loro creatività si riprenderanno».

articoli precedenti

aggiungi un commento