VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Serge Quadruppani

Serge Quadruppani, 55 anni, francese, autore del noir In fondo agli occhi del gatto


21.12.2007

Serge Quadruppani: «Montalbano je suis»

Come si traduce Camilleri in francese? Lo rivela il suo traduttore ufficiale che è anche autore di un nuovo noir di successo.
E spiega perché Francia e Italia non dovrebbero accettare lezioni dai giornali americani

di Alberto Grandi

VOTA [ 12345 ] (1 voto)
La Francia è culturalmente morta e l'Italia psicologicamente depressa. Così hanno decretato recentemente due importanti testate americane. È vero? Lo abbiamo chiesto a Serge Quadruppani, autore francese, traduttore di Andrea Camilleri, che vive tra Roma e Parigi e che, grazie al suo ultimo romanzo In fondo agli occhi del gatto (Marsilio editore, 13,00 euro), noir complottista dal ritmo serrato, sta ottenendo successo anche da noi.

Partiamo dal Time: recentemente, in copertina, annunciava che la cultura francese è morta.
«Non credo. Certo non stiamo attraversando un bel periodo, ma ci sono fenomeni che rendono la sua scena culturale ancora viva. Come la pubblicazione di Le Benevole (di Jonathan Littell, Einaudi, ndr), un romanzo importante che ha fatto molto discutere e ha vinto il Premio Goncourt. È stato scritto in francese da un americano. Guarda caso».

Invece il New York Times diceva che l'Italia è depressa.
«Anche qui non sono d'accordo. Prima di tutto il Time e il New York Times si sono entrambi conformati alla politica di Bush, quindi non dovremmo accettare lezioni da loro. Poi, in Italia ci sono ancora forze vive: come le proteste contro la base Nato a Vicenza».

Forse l'immagine che diamo di noi è anche colpa dei nostri media.
«Sì. Lo dimostra il fatto che per 30 anni ho comprato Le Monde e Libération e oggi ho smesso di farlo perché il primo è diventato un giornale sarkozista, il secondo non scrive più nulla di interessante. Ormai i quotidiani vivono della simbiosi tra politica e jet set. La riprova è l'attenzione morbosa alla relazione tra la Bruni e Sarkozy di questi ultimi giorni».

Consigli per vivere meglio?
«Nel mio libro, In fondo agli occhi del gatto, ad un certo punto una ragazza che lavora in Africa come volontaria in una organizzazione pacifista incontra un torturatore. Lui afferma che la violenza è necessaria per mantenere il mondo com'è. Lei gli risponde che proprio per questo il mondo deve essere cambiato. Secondo me per vivere meglio bisogna lottare per un mondo migliore».

Lei traduce Camilleri in francese. Come ci riesce?
«Usando espressioni della Francia del Sud. Poi cerco di mantenere quell'effetto di straniamento che il lettore italiano non siciliano ha, quando legge Camilleri».

E cioè?
«Riproponendo anche in francese quell'idea di siciliano parlato. Ad esempio, quando Montalbano risponde all'apparecchio e dice "Montalbano sono": sa come traduco io?».

No, come?
«Semplice: "Montalbano je suis"».

articoli precedenti

aggiungi un commento