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La rete di amici di Facebook generata da TouchGraph di Mafe de Baggis


01.02.2008

Tecno-chic: libere e ubique

Offline ci spostiamo da un posto all'altro mantenendo sempre la stessa identità: nel mondo digitale possiamo muoverci senza spostarci ma ogni volta dobbiamo ricostruire chi siamo

di Mafe de Baggis

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TAGS: internet, blog
Se nel corso di una giornata vado in un bar, in ufficio e al ristorante cambio ambiente fisico ma sono sempre la stessa persona, con lo stesso nome e con lo stesso aspetto; restando seduta al computer invece posso frequentare contemporaneamente ambienti diversi (il sito di un magazine, il mio blog, una chat e la diretta da una sfilata) e in ognuno di questi ambienti posso (e devo) avere un'identità diversa, perché in ognuno di questi siti ho dovuto registrarmi, dare la mia mail, scegliere una password, compilare un profilo con i miei interessi, elencare i miei amici, scegliere un avatar e così via. 

Almeno, è stato così fino a poco tempo fa: la diffusione degli aggregatori, con la possibilità di creare una propria pagina che incorpora i nostri servizi e contenuti preferiti, ci garantisce un punto di accesso stabile a cui associare un'identità altrettanto stabile e certa. Siamo abbastanza lontani dai primi utilizzi della rete che andavano nel senso opposto, valorizzando cioè la creazione di identità multiple, immaginarie e non.  

Il cambiamento non è di poco conto, non solo in termini pratici: il successo di social network come FaceBook, basati sulla coincidenza tra identità reale e identità di rete, dimostra quanto dal punto di vista sociale la rete stia diventando un parallelo delle nostre vite offline con tutta una serie di funzionalità aggiunte, come l'ubiquità e la permanenza possibili in contemporanea. Godere di una buona reputazione di rete non serve più solo per le piccole soddisfazioni del "vanity search" su Google ma diventa una componente essenziale del proprio percorso professionale e sociale.

E' ancora possibile poter usare la rete come ambiente dove dimenticare la realtà e crearne una di fantasia, ma adesso possiamo scegliere se usare il mondo digitale come potenziamento di quello reale o come alternativa. L'importante è vivere questa realtà come una possibilità in più da utilizzare se e quando utile o desiderabile, non come un dovere: in rete io posso essere sempre presente, ma non devo sentirmi sempre disponibile.

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